Tanti i dubbi sulla ricostruzione del blitz

di Natalia Andreani wROMA Tante domande, poche, confuse risposte. Non sono ancora chiari i contorni e i tempi del blitz anglo-nigeriano in cui hanno perso la vita l'ingegnere di Gattinara, Franco Lamolinara, 47 anni, e l'altro tecnico che era stato rapito con lui il 12 maggio scorso, l'inglese Chris Mc Manus, 28 anni. La procura di Roma che aveva aperto un fascicolo al momento del sequestro ha incaricato ieri i carabinieri del Ros di avviare tutti i contatti possibili al fine di recuperare, e rimpatriare, la salma del tecnico piemontese che attualmente si troverebbe ad Abuja, la capitale della Nigeria. Il pm Francesco Scavo, che è in contatto con la Farnesina per raccogliere informazioni precise e dettagliate sulla dinamica dei fatti culminati nella morte dei due ostaggi, intende disporre l'autopsia per accertare le cause della morte e verificare se, come sostengono le autorità britanniche, Lamolinara sia stato giustiziato dai suoi rapitori, con un colpo alla testa, durante le concitate fasi del blitz. O se invece, come riportano i media Usa, il corpo sia crivellato da numerosi colpi. La ricostruzione degli eventi resta intanto traballante, e contraddittorie sono le notizie fornite dalle diverse fonti. Il blitz sarebbe scattato giovedì, alle otto del mattino, con l'ordine diretto del premier inglese David Cameron, in seguito al rapido deteriorarsi delle condizioni di sicurezza degli ostaggi. Il covo sarebbe stato individuato dopo il fermo di cinque soggetti legati alla formazione terrorista Boko Haram (che ha smentito il coinvolgimento nel sequestro), tra cui un'importante esponente del gruppo che aveva in mano i prigionieri: sviluppi repentini che avrebbero indotto il comando delle operazioni a prendere una decisione immediata. L'intervento, secondo alcune fonti, sarebbe stato ordinato - approfittando di una cosidetta "window of opportunity" - per evitare un pericoloso cambio di prigione e forse la vendita degli stessi ostaggi ad un'altra banda. Ma la circostanza non trova per ora conferme. Allo stato non c'è chiarezza nemmeno sulla composizione delle forze entrate in campo né sulla durata dello scontro a fuoco anche se il premier inglese David Cameron ha precisato che si è trattato di un 'operazione a guida nigeriana cui la Gran Bretagna ha dato supporto con le forze di élite dello Special Boat Service arrivate nel paese africano da un paio di settimane. Testimoni oculari hanno comunque riferito di una battaglia andata avanti per nove ore attorno all'edificio alla periferia di Sokoto dove Lamolinara e Mc Manus sono stati ammazzati. E di un elicottero che a lungo ha volteggiato nel cielo. I residenti del sobborgo di Mareba hanno anche raccontato al Washington Post che la casa prigione è stata ritrovata «imbrattata di sangue», i muri massacrati da «colpi di grande calibro» . In camera da letto penicillina e antimalarici, «segno che gli ostaggi erano lì da tempo», scrive il quotidiano americano aggiungendo che nel blizt la task force anglo-nigeriana ha impiegato anche un blindato. Tre, sempre secondo i media Usa, i sequestratori sopravvissuti al tragico blitz e finiti in arresto. Altre fonti citate dalla France Press rendono il racconto ancor più rocambolesco. Dicono che il blitz «è iniziato alle 11» e che sul campo c'erano «un centinaio di soldati che sono arriavati a bordo di tre camion circondando la casa». Secondo queste fonti, «i rapitori hanno tentato la fuga cercando di scavalcare un muro in una casa vicina ancora in costruzione». I soldati, hanno raccontato all'agenzia di stampa, «hanno n chiesto aiuto ai residenti del quartiere per trovare dei pneumatici da infiammare» per gettarli verso i rapitori e costringerli a uscire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA