Alfano perdona Riccardi «Ma non faccia il bis»
di Gabriele Rizzardi wROMA Il Pdl non presenterà la mozione di sfiducia contro il ministro Riccardi. Deciso a non esasperare un caso che porterebbe alla rottura con il governo dei tecnici e renderebbe impossibile qualunque intesa con Pd e Terzo Polo, Angelino Alfano telefona al ministro sotto accusa per un colloquio "chiarificatore" e archivia la questione via Facebook. «Niente sfiducia a Riccardi. Ho parlato con Nitto Palma, Gasparri e Quagliariello. Già informato il presidente Monti. Istituzionalmente comunicato anche al presidente Schifani. Per me no problem! Con lui caso chiuso. Ovviamente spero non ci regalino un bis...» scrive il segretario del Pdl, che in questo modo riesce a trovare il "cemento" per tenere unito un partito che si presentarà alle elezioni amministrative senza le Lega e si divide sul possibile rientro di Berlusconi nella scena politica. Un rientro che metterebbe in ombra Alfano e manderebbe all'aria il progetto della "casa dei moderati". Ed è anche per questa ragione che il Cavaliere oggi non si presenterà ad Orvieto e lascerà al giovane segretario il compito di chiudere i lavori della Scuola di formazione politica del Pdl. La decisione è stata annunciata ieri da Sandro Bondi: «Ho parlato con il presidente Berlusconi che mi ha comunicato che il suo arrivo in Italia dalla Russia subirà un ritardo rispetto ai tempi previsti. Di certo, il presidente avrà altre cento occasioni per rivolgersi al Pdl...». La possibilità che il Cavaliere non partecipasse all'incontro era per la verità nell'aria da giorni. E pare che non ci sartà neppure un collegamento telefonico. Alfano deve avere campo libero e non può recitare la parte del numero due. Soprattutto dopo il forfait dato qualche giorno fa a Monti. Rai e Giustizia, per il Pdl, sono due tabù e lo sfogatoio andato in scena ieri a Orvieto non lascia dubbi. Tutti i big del partito hanno infatti ripetuto che l'agenda del governo non la possono dettare Bersani e Casini. Ma anche nel Pd aumenta il nervosismo. Con una intervista all'Unità, Enrico Letta chiede un vertice a quattro per rinnovare il patto politico che ha spianato la strada al governo dei tecnici e spiega che la maggioranza è in una fase di pre-crisi: «Il rientro in campo di Berlusconi è la mina che può far saltare tutto perché ABC (Alfano, Bersani, Casini n.d.r) è possibile, BBC (Bersani, Berlusconi, Casini n.d.r.) no». Monti durerà fino al 2013? Con una intervista a Repubblica, Pier Luigi Bersani dice che alle prossime elezioni la maggioranza dovrà essere politica ma non chiude ad un Monti-Bis: «Il tasso tecnico dei governi non è la questione principale. Prodi era un politico o un tecnico?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA