Imu sui terreni, lettera-appello al prefetto

PAVIA Le forti preoccupazioni per l'oneroso impatto dell'Imposta municipale unica sul mondo agricolo provinciale, stimato complessivamente in 30 milioni di euro, sono state espresse da Confagricoltura Pavia al prefetto di Pavia, Peg Strano Materia. «Queste preoccupazioni trovano fondamento nell'attuale debolezza del sistema economico e agricolo, in particolare, e dai numeri imponenti, calcolati sulla base dei dati effettivi cui il mondo agricolo è chiamato a partecipare in termini di fiscalità», scrive il presidente Walter Cibrario. Gli effetti del decreto "Salva Italia" sono stati riassunti a beneficio di Piazza Guicciardi. Alla fine dei l calcoli eseguiti per capire l'effettiva tassazione sui terreni agricoli, le aziende dovranno versare 25 milioni di euro, cui si deve aggiungere il prelievo sui fabbricati rurali, per cui non è possibile sviluppare un conteggio del prelievo perché oggi accatastati solo in minima parte. Da una prima valutazione, però, Confagricoltura valuta una cifra superiore a 5 milioni, che porteranno a un prelievo totale di 30 milioni per la provincia di Pavia. «Cifra insopportabile per il nostro mondo se pensiamo, per confronto, che le uve prodotte in Oltrepo Pavese ammontano oggi a un valore complessivo di 58 milioni – aggiunge Cibrario – Così riteniamo che il governo della Repubblica debba rivedere la propria posizione e per questo motivo richiediamo l'autorevole intervento del prefetto nelle sedi opportune». Gli uffici fiscali di via Mazzini di Confagricoltura avevano anche stimato che il passaggio dalla vecchia Ici alla nuova Imposta municipale unica comporterà un aumento di circa 2mila euro per ogni azienda agricola. Sarà un incremento del 375%: si passa in media da 519 a 2.469 euro. Il reddito dominicale, variabile utilizzata come base imponibile, di un appezzamento di terreno di circa 7-12 ettari di seminativo irriguo o risaia stabile è pari a 1.150 euro. Con l'Ici l'agricoltore avrebbe dovuto sborsare 646 senza riduzioni o 209 euro per le categorie "coltivatore diretto" e "imprenditore agricolo professionale". Quest'anno, con l'Imu, si passerà rispettivamente a 1.420,25 e a 1.201,75 euro. Aumenti anche per l'abitazione principale, in passato esente (105 euro per 120-130 metri quadrati), e i fabbricati a disposizione, da 286 a 580 per stessa metratura. I fabbricati rurali inseriti nella categoria D10, cioè strumentali all'attività agricola (cantine, stalle, capannoni e fienili), esenti nel regime Ici, dovranno pagare 532 euro, mentre i fabbricati C6, come box e rimesse, passeranno da 24 euro a 49 euro. «L'entrata in vigore dell'Imu rischia di penalizzare pesantemente una filiera agricola, pur in un contesto di dati positivi, incidendo negativamente sui fattori produttivi», commenta Luciano Nieto, direttore di Confagricoltura Pavia. Umberto De Agostino