La 'ndrangheta ha un vertice unico
Una sentenza storica che condanna il ghota delle cosche reggine della 'ndrangheta e molti loro affiliati: è quella emessa dal gup di Reggio Calabria Giuseppe Minutoli, che dopo poco più di 24 ore di camera di consiglio ieri ha condannato 94 imputati a pene variabili dai 14 anni ed otto mesi, inflitti al boss Giuseppe Commisso di Siderno, ai due anni e due mesi, assolvendone 34. Tra i condannati c'è anche il «capo crimine», il «custode delle regole», l'ottantenne Domenico Oppedisano (nella foto), al quale sono stati inflitti dieci anni. La Dda reggina aveva chiesto pene più pesanti, alleggerite con la concessione delle attenuanti dal gup Minutoli, presidente della sezione civile del tribunale nominato, per l'incompatibilità degli altri giudici. Ma la Dda può trarre comunque motivi di soddisfazione dal riconoscimento dell'unitarietà della 'ndrangheta e dall'esistenza di un organismo di vertice, veri capisaldi dell'inchiesta Crimine. E non a caso il procuratore Giuseppe Pignatone, che dal 19 marzo prenderà possesso del nuovo incarico alla guida della Procura di Roma, parla di una sentenza che costituisce una «ulteriore conferma» del lavoro condotto in questi anni dalla Procura. «I punti centrali - spiega Pignatone - sono stati confermati nelle sentenze dei giudici di Milano e di Reggio che si sono susseguiti in questi mesi. La sentenza odierna rappresenta un'ulteriore fondamentale conferma perchè il giudice, al termine di un giudizio estremamente accurato, ha riconosciuto la colpevolezza di oltre 90 imputati». L'operazione Crimine, condotta nel luglio 2010 portò a 300 arresti, ed è stata definita «storica».