Dario Scotti non se ne va «Con Pavia anche in A2»
di Pier Angelo Vincenzi wPAVIA Nel giorno più amaro della stagione, con la retrocessione in A2 che è ormai cosa certa dopo la sconfitta con Chieri, Pavia incassa il «sì» più importante. Un attestato di fiducia da parte di Dario Scotti, amministratore delegato della Riso Scotti spa, sponsor principale del Pavia volley. «Certo all'inizio della stagione le aspettative erano diverse, ma adesso è inutile ripensarci. Detto questo, non intendo abbandonare la squadra che rappresenta la mia città nel Paese. Non farò mancare il mio sostegno a Pavia. C'è un progetto, valido, che merita attenzione: la Riso Scotti sarà lo sponsor principale del Pavia volley anche in futuro». Un progetto sostanziato da rapporti umani di reciproca stima, come sottolinea Dario Scotti: «Conosco il giemme di Pavia da molto tempo, credo nelle capacità manageriali di Gigi Poma. Una ragione in più per essere, anche l'anno prossimo in A2, al fianco di questa squadra». Ieri il giemme Poma ha scelto di non parlare, probabilmente lo farà nei prossimi giorni. Dalla società trapela un po' di delusione, ma molto sportivamente si sottolinea come Chieri abbia meritato la salvezza. Delusione ma nessuna arrabbiatura, anche perché il filo che legava la Riso Scotti alla salvezza era quanto mai sottile. Tra l'altro la stagione che sta per andare in archivio è una fotocopia di quella precedente: nel 2010-2011 Pavia chiuse con cinque punti e un'unica vittoria (contro Villa Cortese), in questa Pavia ha totalizzato un unico successo contro Pesaro (e i punti, a una partita dalla fine, sono quattro). L'interesse del pubblico non è mai mancato, a giudicare dal migliaio di spettatori di media al PalaRavizza. All'indomani del ko con Chieri (un inequivocabile 3-1), la Riso Scotti può solo sperare in un ripescaggio ma dalla sua ha il precedente di Piacenza, riammessa in A1 per due volte di fila. La riforma della massima serie potrebbe passare attraverso l'ampliamento del campionato a 14 squadre. Un'ipotesi, allo stato attuale delle cose, e nemmeno tanto probabile. E comunque, spiegano in Lega, le modifiche entreranno quasi sicuramente in vigore non dalla prossima stagione, bensì da quella successiva, dal campionato 2013-2014. Tra l'altro, l'opzione che prevede quattordici squadre non è l'unica in discussione, vi è infatti anche un'ipotesi restrittiva, volta a calmierare i costi rendendo la massima serie più elitaria, limitandola a dieci squadre. Il giemme della Riso Scotti, che lo scorso anno aveva preso seriamente in considerazione la vendita del titolo sportivo a Bologna, corre il rischio di dover fare i conti, anche in A2, con un budget inadeguato. Di sicuro lo è stato in A1: Pavia disponeva, secondo cifre non ufficiali, di 350mila euro, quando molti team concorrenti avevano almeno un milione di euro. Il budget potrebbe essere ancora una volta il vero scoglio per tornare in A1.