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di Maria Fiore w PAVIA Una Ferrari per andare in giro, ma dai controlli fiscali sembrava nullatenente. La guardia di Finanza di Pavia, a un mese di distanza, ha chiuso il cerchio attorno alla maxi evasione fiscale che l'8 febbraio aveva già portato in carcere sette persone con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale e reati tributari, tra cui l'emissione e l'utilizzo di fatture inesistenti. Le indagini, partite proprio da Pavia ma coordinate dalla Procura di Monza, ruotano attorno alla Cecis, un consorzio di Monza, che dava lavoro a centinaia di cooperative. Una ragnatela di società dietro cui si nascondeva un sofisticato meccanismo per evadere le imposte. Nell'operazione "Prima Lux" erano state già arrestate una commercialista che abita a Monza e un 47enne di Binasco, che è stato arrestato a Bereguardo, dove è domiciliato. In manette anche uno dei presunti capi dell'organizzazione, Marco Quartieri, 44 anni, di Usmate Velate. Altre 20 persone, tra titolari e amministratori di fatto delle cooperative, erano state denunciate per le stesse accuse. Uno degli indagati abita a Torre d'Isola. Ieri mattina è stata arrestata un'ottava persona. L'uomo, che ha 52 anni e abita a Usmate Velate, sarebbe, secondo i finanzieri, uno dei vertici dell'organizzazione criminale. A lui i militari, coordinati dal colonnello Domenico Grimaldi, sono arrivati attraverso gli interrogatori degli altri indagati, che hanno fornito elementi che hanno convinto il gip a emettere l'ordinanza di custodia cautelare. Sono state anche sottoposte a sequestro preventivo le quote sociali del consorzio. L'inchiesta è partita da alcune verifiche sul lavoro nero. E in particolare da un controllo a carico di una società della provincia di Pavia. Società che risultò essere in regola, ma collegata a una cooperativa a Monza che attirò l'attenzione degli investigatori. L'azienda aveva un fatturato annuo di 10 milioni di euro ma non aveva mai dichiarato nulla. A questo punto le indagini si allargarono a macchia d'olio, fino a coinvolgere anche il consorzio Cecis, che dava lavoro alle cooperative, e altre 12 società, attive soprattutto nei settori della logistica e del facchinaggio. Sono stati fatti, in mesi di indagine, 18 perquisizioni e 37 sequestri, anche a carico di istituti di credito. «Molte cooperative lavorano in trasparenza - dice colonnello Grimaldi -, ma ce ne sono anche molte che vengono usate come uno strumento per evadere le tasse». La guardia di Finanza ha in corso altre indagini proprio sul territorio della provincia di Pavia, dove i settori più a rischio sono quelli della logistica e del facchinaggio. ©RIPRODUZIONE RISERVATA