La rivolta del disco orario «Serve sosta di due ore»

Potrebbe presto essere raccolto l'appello dei dieci profughi africani ospitati a Gropello che chiedono di poter lavorare. Dovrebbe, infatti, andare in porto la convenzione tra il Comune e una cooperativa di Palestro coinvolta nel progetto che fa capo al Fondo europeo per i rifugiati , come spiega Cesare Piccinini, consigliere di maggioranza : «La prefettura ha già dato l'assenso al progetto che riguarda interventi finalizzati all'integrazione dei richiedenti protezione internazionale. In sostanza l'ente capofila, la cooperativa Faber di Palestro gestisce un corso in collaborazione con la Caritas di Pavia e con la Cooperativa "Progetto Con-tatto". Noi abbiamo aderito e vedremo se finalmente anche i profughi di Gropello potranno a far parte di questa iniziativa. Le imprese che farebbero lavorare questi ragazzi qui a Gropello ci sono , adesso bisogna seguire l'iter che porta a organizzare corsi di formazione e stage in queste imprese, che però richiedono giustamente una copertura assicurativa ». di Gabriele Conta wGARLASCO Su una cosa sono tutti d'accordo: un'ora di sosta in piazza Repubblica è davvero troppo poco. «Da quando è entrata in vigore la zona disco i clienti non fanno nemmeno in tempo a provare un vestito che devono scappare a spostare la macchina», dicono i commercianti della zona. E chiedono al Comune di cambiare le regole, aumentando la sosta ad almeno due ore. «E magari togliendo la zona disco al sabato, per favorire gli acquisti in questo periodo di crisi». Qualcuno infatti ha già pagato a caro prezzo qualche minuto di troppo all'interno dei negozi. «Un paio di miei clienti hanno preso la multa mentre sceglievano che cosa acquistare», racconta Rosy Manfredi. «Per me bisognerebbe togliere il disco, almeno di sabato – continua la titolare della gioielleria a pochi metri da piazza Repubblica – e permettere la sosta di due ore durante gli altri giorni della settimana». Per capire che a pensarla nello stesso modo sono in molti basta entrare nelle botteghe del centro. «Un'ora di sosta è davvero pochissimo – sostiene Veronica Biscuola, che lavora nel negozio Benetton –. Spesso capita che i clienti debbano scappare fuori per cambiare il disco orario». E questo, dicono i commercianti, non fa certo bene agli acquisti. «Ci vorrebbero almeno due ore di sosta libera», dice anche Cesarina Gorini, del negozio di articoli ortopedici e di biancheria. Anche perché, sostengono sempre gli esercenti, ormai non c'è zona del centro che non sia sotto il vincolo del disco orario. «Il cliente non ha il tempo materiale di vedere due o tre vetrine e di andare a prendersi un caffè», spiega Viviana. «Ormai nei dintorni è tutta zona disco – aggiunge Franco Traversi, titolare del negozio di articoli sportivi che si affaccia proprio su piazza Repubblica –. Il Comune dovrebbe concedere dei permessi speciali, per permettere a chi ha un'attività commerciale come la mia di poter parcheggiare qui». Dal municipio però non arriva il via libera. «Possiamo parlarne – dice Renato Sambugaro, assessore al commercio e polizia locale – ma devono essere le associazioni di categoria a presentare una richiesta formale». Qualche tempo fa la giunta Farina aveva anche pensato di disegnare le strisce blu in piazza Repubblica, e di mettere il parcheggio a pagamento. Ma non tutti erano d'accordo, e la proposta non era passata. «Secondo me questo sì che favorirebbe davvero il commercio – dice ancora Sambugaro –. Oggi infatti molti commercianti parcheggiano proprio in piazza. E portano via spazio ai propri clienti». ©RIPRODUZIONE RISERVATA