Trasloco della Robo da Sarmato e Casalpusterlengo
Il telefono suona, risponde il centralino, passa il direttore amministrativo. Ma la Robo, storica azienda alimentare stradellina, non commenta la possibilità del trasferimento nei capannoni del business park e rispolvera la stessa risposta ermetica della fine dell'estate: «Prendiamo atto di quello che è stato detto - dicono dagli uffici di via Primo Maggio – ma non è politica dell'azienda rilasciare commenti o dichiarazioni sulle proprie strategie future». Un tira e molla che dura da mesi e che ha avuto fasi alterne anche a livello politico: il sindaco Pierangelo Lombardi, infatti, si era impegnato in prima persona per favorire la permanenza della ditta – quanto meno della parte di direzione e logistica – all'interno della città. L'autunno scorso erano infatti circolati timori riguardo la chiusura drastica di quello che resta dello stabilimento di via Primo Maggio dove sono concentrati uffici, direzione del gruppo, magazzino e logistica. Lì lavorano una trentina di persone anche se già da anni la città ha perso la componente produttiva dell'azienda leader in conserve alimentari: la produzione, infatti, è stata spostata a Rovereto, in Trentino.