Senza Titolo
di Natalia Andreani wROMA Si alzano i toni della contesa tra Italia e India sulla vicenda della Erika Lexie e sullo status dei due marò arrestati dalla polizia del Kerala. Dopo il fallimento delle iniziative diplomatiche prese nei giorni scorsi per dirimere la questione, ieri sono scesi in campo sia Mario Monti che Giorgio Napolitano. Il presidente del Consiglio ha chiamato il primo ministro indiano Manmohan Singh con il quale ha avuto «un lungo colloquio» sul caso. Ribadendo «la massima preoccupazione» del governo davanti agli eventi, Monti ha ribadito a Singh che «il presunto incidente, le cui dinamiche sono ancora tutte da accertare, - è avvenuto in acque internazionali e che la giurisdizione sul caso è, di conseguenza, solo italiana». Non solo. «Nel sottolineare che i due militari erano impegnati in una legittima missione internazionale di contrasto alla pirateria», si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi dopo giorni di polemiche sull'incisività dell'azione italiana, Monti «ha ribadito con forza la ferma aspettativa del governo per un trattamento dei due marò che rifletta pienamente il loro status. Ogni atteggiamento da parte indiana non pienamente in linea con il diritto internazionale- ha poi sottolineato il premier - rischierebbe di creare un pericoloso precedente in materia di missioni internazionali di pace e di contrasto alla pirateria - missioni in cui sono impegnati anche militari indiani - mettendone a repentaglio l'efficacia e le capacità operative». Monti, insomma, si è appellato agli accordi Onu e Nato in materia di lotta e di difesa delle navi mercantili dagli assalti dei pirati richiamando l'India alle responsabilità prese con l'intera comunità internazionale. Singh, a quanto riferito, avrebbe risposto confermando la propria attenzione al caso e impegnandosi a valutare il trasferimento di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone in un «luogo adeguato»; dunque un luogo diverso dalla prigione di Trivandrum, dove i due militari sono detenuti, per ora in una sezione isolata, e dove è concesso loro di ricevere visite per un'ora al giorno, portare la divisa, mangiare cibo italiano. Singh e Monti avrebbero anche concordato di rimanere in stretto contatto diretto «fino alla soluzione» della questione sorta dopo l'incidente costato la vita a due pescatori locali. Parole di buon auspicio che contrastano con quanto dichiarato poche ore prima da una fonte del governo di New Delhi secondo la quale è escluso che l'India riconosca l'immunità ai due marò poiché «l'accordo sui Vessel Protection Detachement ( i nuclei antipirateria imbarcati sulle navi, ndr) non si applica a livello globale». La via d'uscita, dunque, non è ancora chiara. Italia e India auspicano di risolvere la crisi «amichevolmente in base alla legge e d'accordo con lo spirito di amicizia che caratterizza le relazioni fra i due paesi», ha aggiunto in serata una nota di commento al colloquio diffusa sulla pagina Facebook del ministero degli Esteri indiano in cui si aggiunge che Monti e Singh «attendono con ansia di incontrarsi nel corso del prossimi vertice sulla Sicurezza nucleare a Seoul». Per «una soluzione rapida e positiva della vicenda», sta lavorando anche la Ue intervenuta - su richiesta dell'Italia - tramite la propria rappresentanza a New Delhi. Lo ha detto ieri la portavoce dell'alto rappresentante per la politica estera dell'Unione, Catherine Ashton, precisando che sono stati avviati contatti e che Bruxelles sta seguendo attentamente la vicenda sin dal primo momento. Ma a scendere in campo, sempre ieri, è stato anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. «L'unica via per riportare a casa i nostri due ragazzi è una accorta azione sul piano giuridico e giudiziario e un' azione tenace e riservata, come riservata è stata la mia forma di assistenza, sul piano politico e diplomatico. L'unico modo di riportarli a casa è di evitare qualsiasi incrinatura nei rapporti di amicizia e di rispetto reciproco fra Italia e India», ha detto il capo dello Stato che ai due marò - lo ha raccontato ieri l'inviato speciale della Farnesina, Staffan De Mistura - ha fatto recapitare più di un messaggio personale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA