Stradella, stop agli straordinari in Posta
STRADELLA Quando finisce l'orario, gli impiegati delle Poste di Stradella accompagnano gentilmente i clienti all'uscita. Niente straordinari per smaltire la fila rimasta all'interno degli uffici in attesa, i dipendenti sono in sciopero fino al 17 marzo, dopo l'agitazione di dicembre. E neanche stavolta negli uffici è stato possibile mettere gli avvisi per avvertire la clientela della possibilità di disservizi. Ma a Stradella ora l'agitazione, dovuta alla cronica carenza di personale che comporta ritardi nella consegna della posta, ma anche lunghe file agli sportelli con i conseguenti disagi ai clienti, cresce: «I dipendenti stanno ribellandosi anche ai distaccamenti», spiega Maurizio Dassù, sindacalista della Cisl. In pratica. dove ci sono più impiegati, come nell'ufficio postale a Stradella, viene chiesto ai lavoratori di coprire le sedi mono operatore che rimangono scoperte. Alcuni di loro devono andare ad aprire gli uffici di Portalbera o persino di Filighera, 26 chilometri di distanza, da mesi senza direttore. «In teoria – spiega Dassù – non sono obbligati ad andarci con mezzi di trasporto propri, l'azienda deve indicare quali mezzi pubblici utilizzare. Ma per raggiungere alcune sedi non esistono collegamenti diretti, e alcuni stanno facendo lo sciopero delle automobili: bisogna far capire all'azienda che non è possibile andare avanti così, che non ci sono le forze per garantire la rete». Di fatto sugli utenti l'effetto è spiazzante: «A Stradella dove gli sportelli sono sei, solitamente ne sono aperti solo tre», racconta una signora con le bollette in mano. E la sera le code sono infinite. A Broni, invece, la posta arriva in ritardo: «Broni ha un primato italiano un poco invidiabile – spiegano i rappresentanti dei lavoratori – su sei portalettere c'è un solo titolare, degli annunciati 5 postini precari ne all'inizio di febbraio ne sono arrivati solo 3 che, non conoscendo il lavoro ed essendo numericamente insufficienti hanno fatto il possibile ma non sono riusciti a garantire il recapito della corrispondenza in via Gramsci, via Marconi, via Padania, frazione Cassino, frazione Vescovera, San Cipriano. Il problema riguarda tutta la provincia: «Nello scorso trimestre, novembre-dicembre-gennaio erano stati assunti 44 precari - spiega Giacomo De Lorentis, sindacalista della Cgil - ora per due mesi i contratti sono solo 31 a fronte della continua emorragia di portalettere per pensionamenti, infortuni e altre patologie. Rispetto ad altre provincie Pavia ha un'assegnazione maggiore, ma la differenza sta nella cronica carenza di portalettere a tempo indeterminato». «Per tutta la Lombardia le assunzioni sono state 250 - spiega Maurizio Dassù, sindacalista della Cisl - A Pavia ne servono solo dieci a Broni e 17 per Pavia che comprende anche Travacò, San Martino, Marcignago, Cura». a.ghezzi@laprovinciapavese.it