Espulso dalla valle il No Tav pacifista

di Maria Rosa Tomasello wROMA A Torino, in una piazza Castello blindata in cui solo ai bambini di una scolaresca è consentito avvicinarsi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la paura di un blitz dei No Tav si materializza nella protesta simbolica di Turi Vaccaro, militante pacifista bloccato dalla polizia mentre tenta di arrampicarsi sulla cancellata di una casa dopo essere stato scoperto mentre si aggira attorno all'imponente cordone di sicurezza. Avvistato e fermato vicino a palazzo Madama, dove il capo dello Stato partecipa a un convegno organizzato dal Csm, Vaccaro viene condotto in questura dove gli viene notificato un foglio di via obbligatorio di un anno da sette comuni della Val di Susa. La motivazione è «turbativa alla sicurezza pubblica». I No Tav, Rifondazione comunista, il Movimento 5 stelle reagiscono parlando di «misura fascista» e «momento triste per la democrazia»: gli atti contestati a Vaccaro, infatti, sono essersi opposto a una ruspa impugnando una collana di agli, essere rimasto su un albero per tre giorni vicino al cantiere di Chiomonte ed essersi arrampicato domenica scorsa sul traliccio dell'alta tensione dal quale una settimana prima era caduto il leader No Tav Luca Abbà (ieri è stata sciolta la prognosi). «La libertà di manifestare il pensiero non può mai trascendere nella violenza» ammonisce a margine del convegno il Guardasigilli Paola Severino, esprimendo solidarietà al procuratore capo Giancarlo Caselli, nei giorni scorsi attaccato dai No Tav. «La magistratura non si farà intimidire» avverte il vicepresidente del Csm Michele Vietti. Da Genova interviene anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco: «Le contestazioni, se sono nel segno della violenza, non sono mai accettabili». Ma quello di Vaccaro, a parte l'occupazione lampo della sede Rai di Parigi, è l'unico gesto dimostrativo dei contestatori nel giorno in cui Napolitano sceglie il silenzio e decide di non incontrare i sindaci dei territori in lotta per non interferire con le decisioni dell'esecutivo. Dal suo blog, Beppe Grillo lo contesta: «Pertini avrebbe invitato i sindaci al Quirinale» dice, lanciando una due giorni No Tav sabato e domenica prossimi. A incontrare gli amministratori sarà invece il governatore del Piemonte Roberto Cota, che al mattino convoca in Regione «i sindaci per la legalità», favorevoli al progetto, delle valli Sangone e di Susa: è il primo passo, in vista di una convocazione più ampia dei sindaci «indipendentemente dalla loro posizione sulla Tav», con l'obiettivo di mettere a punto un pacchetto di richieste da portare a Roma su opere, interventi sulla linea ferroviaria e sgravi fiscali. Il governo, che raccoglie il plauso del presidente di Nuovo trasporto viaggiatori Luca Cordero di Montezemolo, continua compatto a sostenere la Torino-Lione. Per il ministro delle Infrastrutture Corrado Passera si tratta di un progetto «utile e strategico» per il Paese, che produrrà «per i soli cantieri almeno duemila posti di lavoro sul territorio per molti anni» e a basso impatto perché «insiste su circa 11 ettari su 1.270.000 ettari complessivi della valle». Le compensazioni attese per il territorio, invece, saranno «molto consistenti, 200-300 milioni di euro». «E' un progetto sostenibile, forse il primo che abbiano in Europa sulle grandi infrastrutture» dice il responsabile dell'Ambiente Corrado Clini. Dunque, nessuna modifica del tracciato: «Andiamo avanti con quello che c'è» commenta l'ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, «i corridoi europei servono per costruire una infrastruttura che oggi la Ue non ha e competere con altri grandi del mondo». Un giudizio radicalmente opposto a quello espresso dal presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza, che parla di «un'opera pensata vent'anni fa, sostanzialmente inutile» che il governo Monti dovrebbe cancellare come ha fatto con il ponte sullo Stretto, mentre il Wwf Italia definisce la Tav «uno strumento di distrazione di massa» e ricorda che «i sette valichi alpini esistenti sono utilizzati oggi per meno di un terzo delle loro capacità». Intanto, mentre a Roma il Pd si defila dalla manifestazione della Fiom per la partecipazione dei No Tav, scende in campo anche il Pd di Torino, confermando «il forte impegno per la realizzazione del progetto». ©RIPRODUZIONE RISERVATA