Dalla, non c'è testamento Bagnasco frena le polemiche
BOLOGNA «Di fronte ai morti, ai defunti, preghiamo gli uni per gli altri, sempre»: così l'arcivescovo di Genova e presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco ha commentato ieri le polemiche seguite ai funerali di Lucio Dalla. Dal canto suo il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, chiede «un po' più di rispetto da parte di tutti coloro che si sono precipitati a fare della vita di un amatissimo artista una bandiera da sventolare sugli spalti delle proprie convinzioni e condizioni». Intanto non c'è per ora traccia di testamento. «Se un notaio lo avesse credo che mi avrebbe contattato per dirmelo» ha detto il curatore dell'eredità giacente del cantante, Massimo Gambini, non escludendo che dall'inventario possa però emergere un testamento olografo. A presentare l'istanza per la nomina del curatore sono stati Gaetano Curreri, leader degli Stadio, ed Eugenio D'Andrea, legale del cantautore. «L'ho firmata - ha detto Curreri - per spirito di amicizia nei confronti di Lucio, che è stato il mio maestro, e per rispettare le sue volontà e tutelare il suo patrimonio sulla base di quello che mi ha sempre detto, a cominciare dall'idea di costituire una Fondazione che portasse il suo nome».