La procura: caso riaperto solo con nuovi elementi

GARLASCO Il processo a Stasi non si fermerà qui. L'avvocato Gianluigi Tizzoni, legale di parte civile della famiglia Poggi, sicuramente presenterà ricorso in Cassazione e si presume che altrettanto farà la procura generale. Quanto alla possibilità di riaprire il caso e di indagare su scenari alternativi, il procuratore capo di Vigevano, Alfonso Lauro, è cauto: «In teoria potremmo fare tutto. Potremmo anche aprire un fascicolo contro ignoti, ma solo se avessimo nuove risultanze». Lauro ieri non ha voluto commentare le motivazioni della sentenza d'appello: «Devo leggerle in modo approfondito e comunque non è mia abitudine commentare». Il procuratore resta convinto della validità del lavoro svolto dai pubblici ministeri vigevanesi: «In presenza di quegli elementi, abbiamo fatto di tutto e di più. Ma voglio ribadire che questo non è un commento, nemmeno indiretto, alla sentenza». Chi andrà sicuramente avanti è la parte civile. «Convinti della colpevolezza di Stasi? Certo, altrimenti non andremmo in Cassazione – conferma l'avvocato Tizzoni –. Non possiamo arrenderci ad una realtà definita "inconoscibile" senza che venga fatto di tutto per accertarla e continueremo a invocare la rinnovazione del dibattimento. E non siamo soli perchè altrimenti le procure non avrebbero chiesto per due volte la condanna di Stasi a 30 anni». Poche parole da Giuseppe Poggi, padre della vittima: «Ho visto le prime notizie sul Televideo, ma preferiamo esprimerci dopo aver letto la sentenza fino in fondo. Quanto ad Alberto e ai nostri sentimenti nei suoi confronti, non voglio parlarne, soprattutto in questo momento».(l.g.)