L'amianto e la discarica «Vicino al riso è vietata»
Primo presidente in rosa per il club alpino italiano di Mortara. La nuova numero uno dell'associazione di appassionati della montagna è la mortarese Anna Teresa Vantin. Raccoglie il testimone dal vallese Gianpiero Fusani, che resta nel consiglio direttivo. Tra i consiglieri anche Leonardo Corso, Simone Frigerio, Anna Galeazzi, Mauro Gornati, Alberta Lia Maffi, Luciano Montagner, Giancarla Robazza, Roberto Ponzio e Stefano Zanellati. Oltre a eleggere il presidente, l'assemblea dei soci ha approvato il consuntivo 2011 e il preventivo 2012. di Filiberto Mayda wGAMBOLO' Riso batte amianto. E la discarica di Gambolò viene bocciata. Si potrebbe sintetizzare così l'esito della conferenza dei servizi che si era svolta nei giorni scorsi in Regione e dalla quale, di fatto, era uscito un secco «no» al progetto di una discarica di cemento-amianto nel territorio di Gambolò, a circa seicento metri dalle prime case della frazione Sforzesca di Vigevano. In realtà, le motivazioni del diniego (per adesso non definitivo: alla società proponente, l'IsolaVerde srl è stata concessa una proroga fino al 22 marzo) sono due: la prima riguarda le norme del Parco del Ticino, la seconda, appunto, il riso. Vediamole. A spiegare nel dettaglio il problema delle norme del Parco è la Provincia: tali norme, osserva il dirigente del settore Tutela ambientale, «esplicitano il divieto di realizzare nuove discariche per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, assimilabili e industriali. Tale divieto è ripreso anche dal Piano provinciale di gestione dei rifiuti che specifica come l'intero territorio del Parco sia escludente per la realizzazione di nuove discariche, ad eccezione di quelle per rifiuti classificati inerti». E su questo aspetto potrebbero vertere le controdeduzioni della società: in altre regioni e province, infatti, le discariche di cemento-amianto sono considerate assimilabili a quelle degli inerti. Ma se anche dovesse passare un'interpretazione del genere, che i tecnici del Parco del Ticino, e non solo quelli della Provincia, ritengono infondata, un secondo elemento, indicato nel verbale di Piazza Italia, ha la sua importanza. E riguarda appunto il riso, o meglio, la sua coltivazione: a seguito di una serie di verifiche svolte proprio dalla Provincia attraverso il Sistema informativo Agricolo, si è scoperto che «alcuni lotti di terreno confinanti all'area della proposta discarica, da intendersi in stretta adiacenza, sono destinati alla coltivazione del riso, «fattore escludente per la realizzazione di nuove discariche secondo il Piano provinciale gestione rifiuti». Insomma, si ritiene inopportuno (e vietato) interrare amianto, per quanto in forme garantite di protezione dalla contaminazione, accanto a una coltivazione di riso, lo stesso riso che poi finisce nei nostri piatti ogni giorno. Siamo di fronte a un doppio stop alla discarica che il 22 marzo potrebbe diventare ufficiale.