Nola segretario del Pdl «Ora via a rinnovamento»
Carlo Nola 52 anni, la toga da avvocato chiusa in un cassetto, perché da quando ha 16 anni si è nutrito di pane e politica. Sin dai tempi in cui frequentava il Liceo Taramelli. «Fronte della gioventù-Msi, sono partito da lì, ma già allora ero un moderato», dice. Pura gavetta a cominciare dal fare i banchetti in piazza (nella foto) e attacchinare manifesti con la fiamma tricolore del Movimento sociale, fino alle botte. Racconta di averne prese più che date. E' stato l'ultimo presidente provinciale dell'Msi e primo di An. Facendo politica ha conosciuto la moglie Marzia. Inutile chiedergli chi è più di destra tra i due: «In famiglia non lo pesiamo, essere di destra è un modo di vivere». Decisione comunque quella di chiamare la figlia Fiamma. La svolta avviene nel 1993 quando si candida al Comune di Pavia: «A 33 anni ho fatto la mia prima campagna elettorale e mi sono emozionato. Erano i tempi di Vittorio Poma, Rodolfo Jannaccone Pazzi e Piera Capitelli. Ho cambiato prospettiva e mi sono buttato in prima persona nella politica istituzionale». Prima in consiglio comunale, poi assessore. A Palazzo Mezzabarba c'è rimasto 14 anni. Nel '95 è entrato in consiglio regionale e ci è rimasto fino al 2000. L'anno dopo è diventato assessore provinciale. Carica che ha tenuto fino al 2006. Poi la candidatura alla Camera e l'elezione tra i parlamentari. Il suo primo ingresso in Parlamento, lo racconta con emozione, ma subito aggiunge: «All'inizio mi sono fatto abbagliare dai lustrini. Ma mi ci è voluto poco, dopo due giorni ho capito che la realtà è molto diversa». di Linda Lucini wPAVIA L'abbraccio tra i due c'è stato, ma i numeri li hanno resi distanti. Carlo Nola, forte del suo 56% dei voti, è il nuovo coordinatore del Pdl. Marco Bellaviti si è fermato 330 voti sotto. «Ne ero certo fin dall'inizio», dice Nola. Ma fino all'ultimo sono stati tutti con il fiato sospeso ad aspettare l'esito del voto dei 3636 iscritti del Pdl. All'apertura delle urne mancava solo Giancarlo Abelli, convitato di pietra di questo congresso provinciale. Risultato 18 componenti per Nola, 12 per Bellaviti. Oltre ai 15 della lista Nola si aggiungono i più votati: Davide Giraudo, Carlo Alberto Conti e Pier Roberto Carabelli. A fine conteggi facce scure tra i perdenti, festa ma non troppo per i pro Nola. Del resto erano ormai le 4 di notte. Mozzarella e prosciutto in pizzeria e un brindisi. Sobrio anche quello per via dell'orario. «La migliore festa ce l'hanno fatta gli iscritti», dice ancora Nola. Ieri invece a far festa sono state le suonerie dei cellulari. «Come era prevedibile, mi hanno chiamato tutti», dice Nola. Coordinatore regionale Mario Mantovani compreso. Silenzio da Maria Stella Gelmini che al congresso non ha voluto nemmeno prendere la parola. Giancalo Abelli? «E' tanto che non lo sento al telefono, ci vedremo alla Camera», dice con finto tono disinteressato. Anche se nei fatti il neo coordinatore dice che divisioni non ne vuol sentir parlare: «C'è un partito che è un valore, vogliamo irrobustirlo non certo distruggerlo». Nola pensa già al dopo: «Entro una settimana convocherò il nuovo coordinamento. Poi saranno eletti i vicecoordinatori di Lomellina, Pavese e Oltrepo. All'inizio ci saranno riunioni a ripetizione per fare il consultivo e ricominciare». Anche se per lui tutto è già ripartito ieri sera con una riunione a Mortara sulle future elezioni. Entro un mese o due si faranno i congressi cittadini». Da parte sua non teme ripercussioni della spaccatura sulle amministrazioni locali: «Anzi credo in un rafforzamento, punterò su un maggiore cordinamento per non lasciare soli gli amministratori. Quel che accedeva in passato non succederà più. Per come è stato, s i può solo migliorare. Alessandro Cattaneo e Carlo Barbieri restano i baluardi del Pdl». Un messaggio alla Lega però lo lancia: «In provincia è un rapporto di rispetto reciproco da reinpostare, fino ad ora ci siamo limitati a seguire la politica nazionale». Tra i motori dell'elezioni di Nola , c'è il c'è il consigliere regionale Vittorio Pesato: «Abbiamo dato un bel segnale di coraggio a tutto il partito interpretando la volontà di cambiamento. E ora si è costruito un gruppo per il superamento di logiche che non appartengono più alla nostra epoca. Un gruppo che ha il dovere di proporre idee nuove e soprattutto in sintonia con i cittadini. E sono proprio i cittadini che vanno coinvolti, compresi quelli che non hanno votato Nola, per costruire una stagione nuova». «Bisogna riorganizzare un partito che negli ultimi tempi non si è visto – dice Ruggero Invernizzi –. A Pavia abbiamo perso più che in altre province, ora abbiamo un nuovo "allenatore" e siamo pronti a ripartire». «Speriamo che questo cambio si ripercuota a livello nazionale con una svolta che riporti alla politica», dice Davide Giraudo.