In manette Caltagirone Il pm: truffa allo Stato

di Natalia Andreani wROMA Truffa aggravata ai danni dello Stato. E' questa l'accusa che ieri mattina ha portato in carcere Francesco Bellavista Caltagirone, imprenditore e presidente dell'Acqua Marcia, gruppo immobiliare tra i più importanti del panorama italiano. L'ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari è stata richiesta dal pm di Imperia che indaga sulla travagliata realizzazione del porto turistico della città ligure, Maria Antonia Cazzaro: un'inchiesta nata nel 2010, da un'informativa della Polizia postale, che in un diverso filone vede indagato, dall'ottobre scorso, anche l'ex ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola. Caltagirone, 73 anni, è stato arrestato dai militari della Gdf e dagli agenti della Polpost nel palazzo del Comune dove si trovava per una riunione con il sindaco, Paolo Strescino (Pdl). Da qui il trasferimento in carcere dove l'ingegnere è arrivato visibilmente scosso. Con lui, per concorso nel medesimo reato, è intanto finito in manette Carlo Conti, ex direttore della Porto di Imperia spa, la società che ha in concessione i lavori di costruzione del nuovo approdo. Nella misura di custodia cautelare, il gip Ottavio Colamartino ha disposto il divieto di colloquio tra gli indagati e i loro legali per 5 giorni, termine entro il quale sarà fissato l'interrogatorio di garanzia. L'inchiesta, che vede altri amministratori coinvolti, riguarda le modalità di assegnazione della concessione demaniale alla Porto Imperia spa che è partecipata da tre azionisti, ciascuno al 33 per cento: il comune di Imperia, un gruppo di imprenditori locali e la società Acquamare che fa capo a Caltagirone. I lavori per la costruzione dello scalo iniziarono nel 2007 e l'indagine oggi conclamata negli arresti partì tre anni dopo dall'analisi di materiale informatico sequestrato dalla Postale nell'ambito dell'inchiesta "madre" sul porto. Dal quel materiale sarebbero emerse le prove di una truffa allo Stato da 500mila euro; dunque un filone specifico nel quale, precisa la procura, «non sono coinvolti parlamentari». La società Acqua Marcia ha definito ieri «sorprendente, alla luce di tutti gli elementi», il fermo del presidente. Lo ha fatto con una nota in cui si ricorda che «gli oneri dell'opera sono interamente privati, a carico del gruppo investitore Acqua Marcia», e che dunque «non c'è un euro di denaro pubblico». ©RIPRODUZIONE RISERVATA