Una ragazza speciale con il cuore in Africa
SAMUGHEO Rossella Urru, 29 anni, è nata a Samugheo, in provincia di Oristano. A Samugheo abitano il padre, comandante dei vigili urbani, la madre casalinga e due fratelli. Anche lei quando rientra dall'Africa si rifugia nel suo paese. E lì andrà dopo la liberazione per ritrovare la serenità perduta e l'entusiasmo che le ha permesso di affrontare un'avventura durissima ma ricca di contenuti umani. Studiosa del mondo arabo, Rossella Urru si è laureata a Ravenna nella facoltà di Conservazione dei beni culturali (indirizzo Cooperazione internazionale) con una tesi sul popolo saharawi. Per progetti riguardanti l'Africa ha collaborato con numerose amministrazioni pubbliche dell'Emilia Romagna e in particolare con il comune di Ravenna, che ha un legame particolare con il popolo saharawi (così come Nuoro), dove ha lavorato proprio come responsabile del progetto di cooperazione «Saharawi» avviato dal Comune romagnolo per la tutela delle donne di quell'etnia nei campi profughi nel cuore del deserto della Maritania, riscuotendo ottimi risultati. Le esperienze maturate nel cuore della poverissima area del Sahel Rossella Urru le ha poi trasferite con disinvoltura quando ha cominciato a lavorare con la Ong (organizzazione non governativa) Cisp (Comitato internazionale per lo sviluppo dei popoli) diventando in breve tempo, grazie alla sua grande preparazione, alla passione e, soprattutto, alla professionalità dimostrata sul campo, il punto di riferimento del Cisp nel deserto. Rossella è anche la coordinatrice del campo profughi per i rifugiati saharawi di Rabouni, nei pressi di Tindouf, nel cuore della Mauritania, dove era stata rapita nella notte tra il 22 e 23 ottobre. Rossella Urru era appena rientrata in Africa, dopo aver trascorso alcune settimane a Samugheo per il matrimonio di una cugina alla quale è molto legata e sarebbe stata raggiunta dal fratello, esperto di fotografia, per realizzare un reportage attraverso il quale denunciare le difficili condizioni di vita del popolo saharawi che da oltre 30 anni vive nel deserto in attesa di riconoscimento dal Marocco. Ma l'irruzione dei predoni nel campo di Rabouni e il rapimento avevano fatto saltare tutti i progetti. Che però Rossella realizzerà sicuramente quando ritroverà la serenità perduta in questi mesi da incubo trascorsi nelle mani dei predoni del deserto. (plp) ©RIPRODUZIONE RISERVATA