Quando il Padre disse: «Ascoltate lui»

Gesù conduce i suoi prescelti in un luogo appartato. Solo nel silenzio e nel raccoglimento si può "ascoltare" la voce della coscienza e di Dio. "Su un monte alto": vicino al cielo, luogo di solitudine, intimità e rivelazione. Questo monte altissimo rimanda all'umilissimo Golgota. Prende Pietro e Giacomo e Giovanni. Essi sono già stati testimoni della risurrezione della ragazza( 5,37) Saranno chiamati a riconoscere la sua gloria di Figlio anche nell'orto( 14,33). Ciò che per ora è riservato a loro tre è il dono, difficile da accogliere, ma importante, che Dio vuol fare a tutti. In disparte da soli. Ognuno è chiamato a questa solitudine con Gesù. "E fu trasfigurato" In questa trasformazione non si parla, come negli antichi racconti, di un dio che appare in forma umana, ma di un uomo che appare in forma di Dio. In lui anche noi siamo per dono ciò che Dio è per natura: siamo partecipi della natura divina ( 2 Pt 1, 4) "Le sue vesti divennero splendenti" La sua veste è luminosa sopra ogni possibilità umana. Mosè non aveva visto il Volto, ma solo le spalle. Eppure era tanta la luce che emanava da lui che il popolo non poteva sostenerne la vista (es. 34, 29-35). Ora il discepolo è chiamato a vedere a viso scoperto quel volto. In questo modo si balbetta qualcosa della bellezza di ciò che occhio umano mai vide e che Dio ha preparato per coloro che lo amano ( 1Cor.2,9) Faremo tre tende: la tenda richiama la dimora ( la gloria) di Dio tra gli uomini, che poi si fissò nel tempio. Li copriva una nube: Dio, troppo luminoso, è oscuro ai nostri occhi. La nube ricopre della sua ombra i tre fortunati, è la presenza di Dio che li rivestirà di forza ricevuta dall'alto.(At1,8) Questi è il Figlio mio, il diletto La voce del Padre indica ai discepoli il Figlio, qui vediamo la sua gloria. Nell'orto vedremo il costo del Figlio per chiamarlo Abbà (14,36) Ascoltate lui: Gesù è il Figlio, Parola definitiva del Padre che in lui dice e dà tutto se stesso. Senza la trasfigurazione di Gesù neanche avremmo immaginato la gloria cui siamo destinati. Si è levato un lembo del manto di Dio, ora sappiamo che c'è e conosciamo il cammino per raggiungerla: ascoltare Gesù. E' la seconda ed ultima volta che il Padre parla. La prima quando riconobbe Gesù come Figlio, mentre questi si metteva in fila con i peccatori presso il Giordano; ora lo riconferma davanti ai suoi tre discepoli. Dopo la trasfigurazione del Figlio il Padre non dirà più nulla. Gesù che va in croce e risorge è la Parola in cui si esprime e si rivela definitivamente. Per questo: " Ascoltate lui!" Marco, a differenza degli altri evangelisti, pur conoscendole, non racconta le apparizioni del Risorto. Termina con le donne impaurite che ascoltano l'annuncio di tornare in Galilea. " Là lo vedrete, come ha detto!" (15,7). Il finale rimanda all'inizio ed invita a rileggere tutto alla luce dell'annuncio del Signore morto e risorto. La Trasfigurazione, narrata al centro della vita terrena di Gesù, è immagine di quella resurrezione che la sua Parola già opera nel cuore della nostra vita quotidiana, in attesa di quella definitiva. Dopo la trasfigurazione tutto torna nella quotidianità, uguale a prima. Ma in realtà abbiamo occhi diversi per vedere che tutto è diverso. Il Padre ci ha detto chi è il Figlio e ci ha ordinato di ascoltarlo, per entrare anche noi nella stessa gloria. *volontaria della parrocchia dei santi Gaudenzio ed Eusebio a Gambolò