Gambolò, la stretta sui servizi «Tutti saranno a pagamento»

GAMBOLO' Niente più gratuità per i servizi a domanda individuale: d'ora in poi i cittadini dovranno partecipare ai costi dei servizi a domanda versando un piccolo contributo. Il provvedimento deciso dall'amministrazione comunale guidata da Elena Nai, volto ad affrontare la problematica dei tagli in bilancio e della crisi che in generale sta colpendo tutte le amministrazioni pubbliche, andrà a coinvolgere i servizi a domanda individuale tra i quali il trasporto agevolato, pasti a domicilio e assistenza domiciliare. Per poter usufruire di questi servizi quindi il Comune da quest'anno chiederà una piccola compartecipazione dell'utente, anche se molto ridotta. Le modifiche, che riguarderanno non solo le quote di compartecipazione dell'utente, ma anche le fasce Isee riferite ai servizi a domanda, sono operative dal 1°marzo, fermo restando che gli uffici dei servizi sociali avranno il compito di analizzare caso per caso, in modo da potere valutare individualmente ogni domanda presentata. «Le fasce Isee riferite ai servizi a domanda verranno variate, passeranno infatti da 30 mila a 20mila euro – spiega Patrizia Gerlo, assessore ai servizi sociali -. Abbiamo infatti preferito abbassare i limiti di queste fasce Isee, lasciandoli comunque molto alti, così da puntare sulla compartecipazione delle spese per i servizi a domanda. Tengo comunque a precisare che le domande verranno valutate di volta in volta e a seconda dei casi verranno attuati i provvedimenti». Non subiranno alcuna variazione invece i limiti delle fasce di accesso Isee riferite all'erogazione dei contributi, che verranno lasciate identiche a quelle dello scorso anno. «Data l'attuale situazione di difficoltà finanziaria abbiamo preferito mettere qualcosa a pagamento e lasciare invariati i limiti Isee per accedere ai contributi – precisa Patrizia Gerlo -. Non li abbiamo toccati proprio per andare incontro alle esigenze delle famiglie più bisognose di aiuto». Rimandata in futuro invece ogni decisione riguardante la possibilità di una mancata partecipazione al pagamento delle retta mensa da parte dell'amministrazione comunale, eventualità già ventilata in passato, ma che riguarderebbe solo casi di famiglie sopra una certa soglia Isee e non le famiglie bisognose di supporto. «Per quanto riguarda i servizi parascolastici le decisioni sono ancora tutte in fase embrionale – commenta Patrizia Gerlo -. Dobbiamo aspettare il nuovo anno per poter prendere nuovi provvedimenti, certo è che ora come ora non possiamo dire cosa faremo». Elisabetta Magnani