Passerella negata a due disabili

VOGHERA Rimossa la passerella pedonale che veniva utilizzata da madre e figlia, entrambe disabili e costrette su una carrozzina. Accade a Voghera, nel palazzo al numero 52 di corso XXVII Marzo, dove Enrica Verdi e Giulia Ossido per muoversi hanno bisogno di accompagnamento. Proprio per rendere più agevole il compito di chi le aiuta, e che ogni giorno le deve sollevare di peso per affrontare i cinque gradini all'ingresso del condominio, sono stati acquistati due scivoli anti-barriere. Ma l'amministratore dello stabile li ha fatti togliere poche ore dopo che erano stati posizionati. «Sono troppi ripidi e possono mettere a repentaglio la sicurezza degli inquilini – spiega Elena Ratto – Inoltre manca l'autorizzazione da parte dell'Asl». «L'assemblea di condominio – replica Paola Ossido, figlia e sorella delle due donne – aveva autorizzato la posa delle passerelle, per cui non si spiega perchè poche ore più tardi, senza neppure darsi la briga di avvisarci, l'amministratore le abbia fatte rimuovere e collocare in cortile. Oltretutto l'acquisto era avvenuto a nostre spese (fatto salvo l'eventuale rimborso da parte della Regione), senza alcun addebito a carico degli inquilini. E' stata una decisione inqualificabile che ci ha profondamente mortificato. Ora mia mamma e mia sorella si trovano a Lugano, ma la loro città è Voghera. Trovo vergognoso e segno di una profonda mancanza di cultura e di rispetto nei confronti dei portatori di handicap quanto accaduto». Ossido, che fa la dentista proseguendo l'attività del padre, ha anche sporto denuncia ai carabinieri contro Elena Ratto per violenza privata. Il suo legale, l'avvocato Costanza Ghimenti, dal canto suo le ha inviato una diffida, intimandole di ricollocare le due pedane. Ma senza risultato. «Non c'è autorizzazione – ribadisce l'amministratore – tocca all'Asl verificare se le passerelle sono a norma. Fino a quel momento non sono utilizzabili».