La centrale a olio fa paura I residenti: no al progetto
di Sandro Barberis wVIGEVANO Dopo il no incrociato di Comune e Provincia alla centrale ad olio di corso Genova-viale Commercio, arriva anche quello dei residenti della zona. Intanto si è appreso che la centrale sorgerà in un terreno interno all'azienda di vendita legname "Barbaglia". L'area è stata data in affitto dai proprietari dell'azienda alla M&K Energy, la società di Sesto San Giovanni intestata al russo Korobow Anton Volodymyrovych e all'ucraino Moroz Vasyl che ha avviato le pratiche per la costruzione di questa centrale per la produzione di energia elettrica da 1 mw ed alimentata ad olio vegetale. Il punto in cui sarà realizzato l'insediamento si trova a lato della torretta dell'Enel che si affaccia su strada Presciutta. Case, aziende e negozi distano poche centinaia di metri dalla zona dove sorgerà, se avrà l'autorizzazione dalla conferenza dei servizi, la centrale ad olio della M&K. La presenza di nuovi camini e motori nell'area desta non poca preoccupazione. Il timore più diffuso è quello che l'inquinamento ambientale nell'area aumenti in futuro: «Con tutte le tecnologie più sensibili all'ambiente a disposizione al giorno d'oggi è impensa che venga data la possibilità di costruire una centrale ad olio - spiega il panettiere di corso Genova Gabriele Fiorenza - e poi avrei dalla mattina alla sera una nuova fonte di inquinamento dietro al mio negozio». Sulla stessa linea d'onda c'è Ervis, pizzaiolo di corso Genova Ervis: «Se questa centrale è inquinante non deve essere costruita qui in mezzo a case e negozi» evidenzia. La prospettiva di avere in futuro una ciminiera fumante sopra la testa non entusiasma nemmeno il titolare di una carrozzeria di una traversa di viale Commercio: «Per questo tipo di progetti non ci deve essere solo il permesso delle amministrazioni pubbliche - dice - ma bisogna rendere partecipi anche le persone che abitano e lavorano nei paraggi. Qui siamo dentro la città: queste centrali, che comunque producono scarichi, devono essere costruite in aperta campagna, lontano dalle case»