Bus, anziani scontenti «Siamo penalizzati»
di Giovanni Scarpa wVELLEZZO Rivogliamo le corse di metà mattina e del pomeriggio. Dopo la modifica dell'orario, che di fatto ha tolto la fermata della corriera delle 9.45 e quella delle 16.45 (direzione Pavia) a Giovenzano, gli anziani della frazione scendono sul sentiero di guerra. Erano soprattutto loro, infatti, a prendere il pullman in quegli orari. La maggior parte, fra l'altro, per raggiungere l'ospedale o per andare a Pavia per controlli medici. «Per molti era comodo per raggiungere l'ospedale – spiega Giovanni Bertani –. In tanti, poi, non hanno la macchina. O comunque non guidano più. Parecchi, me compreso, non sapevano neanche che le avessero soppresse. Perchè poi? Chi lo ha deciso?». La spiegazione la dà la stessa società di trasporti. «Abbiamo avvisato gli utenti del cambiamento, avvenuto dal 22 novembre, in accordo con Comune e Provincia –spiega la Pmt –. Le modifiche hanno consentito di offrire all'utenza una corsa in più a Giovenzano la mattina presto, per i pendolari che si spostano verso Milano. Inoltre, l'altro cambiamento è stato deciso per consentire agli studenti che utilizzano la corsa in partenza da Pavia alle 12.40 di poter scendere in centro a Giovenzano evitando così un complicato attraversamento della ex Ss 35». Dove, proprio lo scorso anno, era stato investito uno ragazzo. «Ma per poter ottenere questo risultato – prosegue la società di trasporto pubblico – si è resa necessaria l'eliminazione dell'ingresso alla frazione per le due corse in direzione di Pavia, ovviamente mantendendo la fermata lungo l'ex statale dei Giovi». In altre parole, le corse che più venivano utilizzate dalla persone anziane, cioè quella di metà mattinata e del pomeriggio, sono state "sacrificate" per agevolare lavoratori e studenti. «Capisco le rimostranze da parte dei nostri concittadini più anziani che subiscono un disagio con questo nuovo orario – spiega il sindaco, Mario Mossini –. Ma l'azienda ha dovuto fare delle scelte sulla base di priorità e richieste». Insomma, o si accontentavano gli uni, o gli altri. E visti i numeri, Pmt non ha potuto far altro che implementare le corse per i pendolari della mattina presto, in gran parte formata da lavoratori e studenti. Bertani, che da anni si batte per la messa in sicurezza della viabilità del paese, con un occhio di riguardo ovviamente per le persone della terza età, non ha intenzione di arrendersi. «Non lo trovo giusto, perchè noi anziani non abbiamo altre possibilità di muoverci se non con i mezzi pubblici – conclude –. E spesso dobbiamo andare in ospedale, non in giro a fare passeggiate. Non tutti hanno la possibilità di essere accompagnati, quando serve».