La settimana corta fa gola agli studenti
di Marianna Bruschi wPAVIA Il primo dato è che ai ragazzi nessuno a scuola ha parlato della possibilità di passare alla «settimana corta». Vero che la proposta sarà ufficializzata il 9 marzo durante la conferenza di servizi con i presidi, però nelle classi ancora non è arrivata nessuna voce. Ma al sentire «niente lezioni al sabato» agli studenti si illuminano gli occhi. Con qualche eccezione, soprattutto tra i pendolari. La Provincia lancia la proposta portando le cifre: togliendo un giorno di lezione si risparmierebbe più di mezzo milione di euro tra bollette e trasporti pubblici. I presidi non sembrano d'accordo, pensando soprattutto ai tanti ragazzi che arrivano da fuori Pavia ogni mattina. I docenti sono divisi. Ma cosa ne pensano gli studenti? «Favorevole tutta la vita», è la sintesi di Lorenzo Castelli, studenti del Taramelli. Che si spiega: «Gioco a calcio il sabato pomeriggio, con il sabato libero avrei più tempo per riposare, la domenica è poco». «Io vado spesso in montagna, avere il sabato libero sarebbe molto meglio, anche se ci toccherà fare un rientro al pomeriggio», dice Sara Robbiati. «A me piacerebbe, perché ad alzarsi al sabato mattina si fa fatica – spiega Assunta d'Elia – anche se potrebbe essere un problema con gli autobus». Sara e Assunta si confrontano fuori dal liceo scientifico Taramelli. Stefano, studente del Cairoli, scuote la testa: «Abito a Mezzanino, ho l'ultimo pullman alle 18.30, preferisco avere i pomeriggi liberi e andare a scuola il sabato», spiega. Leonardo è in prima, viene dalla media Casorati dove si sta a scuola solo fino a venerdì. Ha provato entrambe le "modalità" e preferisce la vita da liceo. Anche Elisa frequenta la prima. Al Cairoli. «Dormirei un po' di più, mi sembra una soluzione pratica – spiega – la scuola così sarebbe meno pesante». «Sarebbe la soluzione migliore», dice Beatrice del Copernico. Nicole è dalla parte dei no: «Io sono di Pavia ma bisogna pensare a chi è pendolare». La pensa così anche Marina Achilli, liceo Foscolo: «Io sono di Stradella, ci sono già meno pullman, potrebbero esserci problemi con i mezzi pubblici. Però l'idea della settimana corta mi piace». «Sarebbe una scelta opportuna – aggiunge Alberto Petrucca», all'ultimo anno del liceo classico. Di parere opposto Silvia Volpe: «Fare lezioni magari fino alle 17 sarebbe troppo pesante». Il rientro in effetti non piace a tutti. «Meglio venire a scuola il sabato piuttosto che fare un rientro», dice Chiara Mezzadra fuori dal liceo Taramelli. Nella lotta tra favorevoli e contrari nel sondaggio sul nostro sito www.laprovinciapavese.it sono in vantaggio i «sì»: su 144 voti (dato aggiornato a ieri) l'85 per cento dei partecipanti preferisce la settimana corta. Le decisioni, dopo che la Provincia avrà formalizzato la proposta, spettano alle singole scuole, in virtù dell'autonomia scolastica.