Ruba la bigiotteria e viene arrestata Studentessa nei guai
di Adriano Agatti wPAVIA Un attimo di sbandamento, magari in un momento difficile della vita e la studentessa universitaria non ha resistito agli oggetti di bigiotteria esposti al Coin. Ha preso orecchini e prodotti di cosmetica, per un valore di quasi 500 euro, li ha nascosti in borsetta. I sorveglianti l'hanno vista, l'hanno fermata alle casse e l'hanno consegnata alla polizia. La giovane, ha 22 anni e abita a Pinerolo Po in provincia di Torino, è stata arrestata. Ha trascorso una notte in una camera di sicurezza della questura e, ieri mattina, è stata accompagnara in tribunale. L'arresto è stato convalidato e il giudice Cesare Beretta l'ha subito rimessa in libertà in attesa del processo fissato per il prossimo mese di settembre. Lo stesso pubblico ministero, Antonella Santi, aveva chiesto che la studentessa di farmacia fosse subito scarcerata. E lei è ritornata nel suo appartamento di Pavia, vicino al San Matteo, dove potrà continuare gli studi nella speranza che la leggerezza dell'altro pomeriggio resti un episodio marginale nella sua vita. Ecco la ricostruzione della vicenda. C. S., una studentessa universitaria di farmacia che ha 22 anni, è entrata al Coin di corso Cavour. La giovane si è diretta verso il settore dei cosmetici dove ha preso rossetti, orecchini, altri oggetti di bigiotteria. Non era certo una professionista del furto e lo ha fatto senza destrezza e, probabilmente, anche senza malizìa. Si è messa la refurtiva nelle tasche alla rinfusa e ha riempito anche la borsetta. La studentessa di farmacia non si è resa conto che i sorveglianti l'avevano notata e, con discrezione, la stavano tenendo sotto controllo. Lei, ingenuamente, si è avvicinata alle casse e le ha passate senza saldare il conto di pocomeno di 500 euro. A questo punto i vigilanti sono intervenuti. L'hanno fermata e le hanno detto di seguirli in ufficio. Nel frattempo altri dipendenti del Coin hanno già chiamato la polizia. In corso Cavour sono intervenuti gli agenti della volante e la studentessa è stata costretta a riconsegnare il bottino. E' stata accompagnata in questura dove le è stata contestata l'accusa di furto pluiriaggravato con l'effrazione. Lei non aveva l'ombra diun precedente penale. I poliziotti sono gentili, hanno cercato di consolarla in ogni modo. Ma non possono fare a meno di arrestarla. Lei non ha fatto una piega, sembra che non si sia resa conto delle conseguenze. E' stata fatta accomodare in una cella di sicurezza dove trascorre la notte. Ieri mattina è stata accompagnata in tribunale davanti al giudice. «Mi spiace - ha detto – non so come sia potuto succedere. Non è un bel periodo della mia vita». Sia il pubblico ministero che il giudice Cesare Beretta le hanno creduto e l'hanno subito rimessa in libertà.