No Tav, il governo pronto alla linea dura

di Fiammetta Cupellaro wROMA «La legalità è un valore primario. Le forze dell'ordine agiranno con determinazione». Con queste parole il ministro degli Interni, Annamaria Cancellieri ha ribadito la linea della fermezza del governo contro il movimento No Tav che ieri, per il quarto giorno consecutivo, ha dato vita ad una serie di violenze e tensione. Questa volta non solo in Val di Susa, «cuore» del movimento, ma in tutta Italia. Il governo dunque scende in campo per confermare non solo la «fermezza» contro le degenerazioni, ma anche che la Tav in Val di Susa si farà. Che sarà possibile sedersi al tavolo e trovare le soluzioni migliori, ma solo quando cesseranno le violenze. E per oggi pomeriggio il presidente del Consiglio Monti ha convocato, al suo rientro da Bruxelles, una riunione a Palazzo Chigi «sui lavori della Tav Torino-Lione per verificarne lo stato di avanzamento e le necessarie misure di sicurezza» si legge in una notte della Presidenza del Consiglio. Intanto ieri è stata un'altra giornata di tensione. Sotto lo slogan «Blocchiamo tutto», tramite un passaparola che ha coinvolto anche i social network alle 18, da Torino fino a Palermo, si sono formati presidi nelle stazioni ferroviarie, lungo gli svincoli autostradali, cortei hanno percorso i centri storici paralizzando il traffico per ore. I problemi maggiori si sono avuti a Bologna dove alle 20,30 un migliaio di persone sono riuscite a bloccare la tangenziale, mentre i No Tav hanno compiuto blitz alle stazioni ferroviarie di Milano, Torino, Genova, Firenze e Napoli. Alle 21 di nuovo tensione sulla A32: in settecento, dopo aver sfilato in corteo da Bussoleno hanno occupato l'autostrada all'altezza della galleria «Prapontin» in entrambe le direzioni, bloccando la circolazione tra Susa e Avigliana. Si è anche aggravato il bilancio dei feriti degli scontri della notte scorsa in Val di Susa quando un centinaio di manifestanti hanno tentato di rientrare nell'A32 appena sgomberata. Secondo la questura di Torino sono 29 i feriti tra le forze dell'ordine (18 agenti e 11 carabinieri), mentre è stato più difficile quantificare il numero dei feriti tra i manifestanti che dicono di aver evitato di rivolgersi alle strutture sanitarie per il timore di venir identificati. Di certo, sono otto le persone che si sono presentate al pronto soccorso dell'ospedale di Susa. Tra i feriti anche Alberto Perino leader della protesta che ha riportato una frattura al braccio e Nicoletta Dosio, 66 anni, militante del Prc e professoressa di italiano in pensione. Alle 18, come già annunciato la notte scorsa dopo la guerriglia scatenata allo svincolo di Chianocco, il Movimento No Tav ha dato vita a decine di iniziative di protesta che sono andate avanti per tutta la sera e gran parte della notte . Vertice al ministero. Mentre le proteste divampavano, al Viminale si è svolto un vertice tra il ministro Cancellieri, i rappresentanti istituzionali del Piemonte (il sindaco di Torino, Fassino e il Governatore Cota), il capo della polizia Manganelli e del comandante generale dell'Arma dei carabinieri Gallitelli. In una nota si è ribadito che «le forze dell'ordine agiranno con determinazione» e che «ogni violazione della legalità è un danno grave, anche economico, al Piemonte e all'Italia». Oggi il ministro Cancellieri con i colleghi Corrado Passera, responsabile dello Sviluppo Economico e Infrastrutture, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Catricalà partepirà alla riunione convocata da Monti. Fermi e arresti. Cinque i manifestanti fermati dalla polizia nella notte per gli scontri allo svincolo autostradale di Chianocco sulla A32 dove si trova il cantiere della Torino-Lione. Una sola persona è stata arrestata. Si tratta di un ragazzo della Val di Susa. Federico Cambursano, 33 anni, di Bussoleno che deve rispondere di resistenza e lesioni. Al vaglio, la posizione di un'altra quarantina di manifestanti che con ogni probabilità verranno denunciati. Tra questi anche Bruno Marco, il trentottenne ripreso nel video mentre sbeffeggiava un carabinieri. Abita a Giaveno, in provincia di Torino, ma fino a due anni fa era residente a Sant'Ambrogio in Val di Susa. Occupata la sede del Pd. Nel pomeriggio un gruppo di manifestanti sono riusciti ad occupare la sede del Pd srotolando uno striscione e chiedendo la liberazione della persona arrestata in Val di Susa. Ieri sera il segretario del Pd Bersani ospite di «Servizio Pubblico» ha spiegato la sua posizione sul Movimento No Tav: «Cerchiamo di non essere ingenui con la storia che abbiamo alle spalle. Ci sono componenti violente ed eversive che cercano l'acqua in cui nuotare, cercando pretesti, come Equitalia o la Tav». ©RIPRODUZIONE RISERVATA