Interventi "inutili", chiesti quattro anni
VIGEVANO Per la vicenda degli interventi al cuore ritenuti ''inutili'' (partita dalla denuncia del sacerdote vigevanese monsignor Pierluigi Gusmitta) quattro anni e mezzo di carcere per omicidio preterintenzionale sono stati chiesti dal Procuratore aggiunto di Milano Maurizio Romanelli per Roberto Gallotti, il cardiochirurgo vogherese ex primario della clinica Humanitas imputato a Milano al processo d'appello bis, ritenuto responsabile della morte di un paziente in conseguenza di un'operazione considerata non necessaria. Il processo è stato disposto dalla Cassazione lo scorso settembre, dopo aver annullato la sentenza che in appello aveva ribaltato la condanna a 4 anni e 10 mesi emessa per Gallotti in primo grado con rito abbreviato, dunque con lo sconto di un terzo della pena, per 5 casi di lesioni personali gravi, un caso di omicidio preterintenzionale e per la distruzione della scheda di dismissione ospedaliera di un paziente che secondo gli investigatori attraverso l'elenco degli esami pre-operatori riportati dimostrava l'inutilità dell'intervento poi eseguito. Era il 5 febbraio 2009 e il gup Andrea Pellegrino aveva invece assolto il primario insieme a un collega dall'accusa di omicidio colposo in relazione alla morte di un paziente che aveva una malformazione congenita al cuore e che per l'accusa sarebbe morto per l'imperizia dei chirurghi a causa dell'operazione che avevano eseguito. Il gup aveva inoltre dichiarato estinti per prescrizione altri due casi di lesioni gravi risalenti al 2001. Oggi Romanelli ha preso atto che anche gli altri casi di lesioni contestati a Gallotti sono nel frattempo caduti in prescrizione e ha chiesto alla corte di dichiararlo, ribadendo invece la richiesta di condanna per l'omicidio preterintenzionale. La parola passa ora ai difensori, la sentenza è prevista per il 14 marzo. L'istituto clinico di Rozzano evidenzia che all'apertura dell'inchiesta, nel 2005, ha affidato l'analisi dei casi inizialmente in questione ad alcuni tra i maggiori esperti di chirurgia cardiovascolare - italiani e stranieri - che hanno reputato appropriata l'indicazione chirurgica. L'udienza davanti alla Corte Assise Appello offre oggi la possibilità di dimostrare la correttezza dell'operato dell'ex-primario, ora in pensione. L'Humanitas, ritenuto dai giudici estraneo alla vicenda, ha sempre espresso rammarico per le accuse, nella convinzione che Gallotti abbia agito in scienza e coscienza per il bene dei suoi pazienti.