Monti: più tasse indirette e sulle rendite

di Gabriele Rizzardi wROMA Spostamento del carico fiscale dalle imposte dirette a quelle indirette ma anche interventi sulle rendite finanziarie, contrasto duro ai paradisi fiscali e riflettori puntati sul settore immobiliare. Nell'attesa che parta la riforma del fisco, Mario Monti detta le linee guida per il triennio 2012-2014 e, seppure indirettamente, fa capire che potrebbe restare a palazzo Chigi più del previsto. «Se facciamo molto bene il lavoro con i miei colleghi di governo, non penso che sia molto probabile che mi chiedano di restare...» dice il presidente del Consiglio in una intervista a Bloomberg. A questo punto, non è affatto scontato che alla scadenza del suo mandato, e cioè nel 2013, il Professore torni a fare il presidente della Bocconi perché l'ambizioso programma di risanamento e le riforme annunciate potrebbero «obbligarlo» ad un tempo supplementare. Per ora, comunque, Monti tira dritto e annuncia il «graduale spostamento» del peso fiscale dai redditi ai consumi. Ma non solo. Nel giorno in cui la "Tax Research London" assegna all'Italia la «maglia nera» nell'Ue per l'economia sommersa (nel 2009 l'evasione fiscale stimata è stata di 180 miliardi di euro), il premier annuncia una stretta sui paradisi fiscali con misure ad hoc e promette di alzare il peso delle tasse sulle rendite finanziarie. Il tutto avverrà nell'ambito di un «riequilibrio del sistema impositivo» che sarà possibile grazie anche al rafforzamento della lotta all'evasione nel settore immobiliare: alle case "fantasma" verrà attribuita una rendita catastale «presunta» ed anche i fabbricati denunciati come «rurali» dovranno avere i requisiti della «ruralità». Le buone notizie riguardano invece chi è in credito con lo Stato. Il documento firmato da Monti prevede la «tempestiva» liquidazione dei rimborsi fiscali («richiesti fino all'anno precedente a quello di osservazione») e mette nel conto anche un'ipotesi di riforma in materia di tassazione ambientale. Quanto al "tesoretto" che dovrebbe essere alimentato con le maggiori entrate che verranno dalla lotta all'evasione e che dovrebbe essere utilizzato anche per diminuire la pressione fiscale sui redditi bassi, il viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, assicura che il governo manterrà la promessa: «Le maggiori entrate che arriveranno dalla lotta all'evasione vogliamo ridarle ai cittadini. Il fondo non è stato fatto per una questione tecnica, appena ci sarà l'esigenza lo introdurremo». Monti riuscirà a spostare il peso del fisco dai redditi ai consumi? L'operazione non è semplice anche perché i sindacati si dividono, il Pd chiede al premier «cautela» e i commercianti temono che un ulteriore aumento dell'Iva riduca a zero i consumi. La più preoccupata è Susanna Camusso. «Il messaggio è chiaro. Monti vuole rinviare l'abbassamento delle tasse sul lavoro» dice la leader della Cgil, per la quale aumentare l'Iva «non è utile rispetto ai redditi delle persone». La Uil di Luigi Angeletti è invece pronta ad applaudire il Professore mentre la Cisl suggerisce di aumentare l'Iva solo sui beni di lusso. Ma ad essere allarmato è anche Pier Luigi Bersani, che apprezza l'idea di colpire le rendite finanziarie ma ricorda a Monti che con gli aumenti dell'Iva ci sono «problemi seri sui prezzi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA