Fibronit denunciata «L'amianto ha ucciso i miei genitori»
di Linda Lucini wBRONI L'amianto ha ucciso i suoi genitori. Per questo denuncia i vertici della Eternit di Casale Monferrato e della Fibronit di Broni. La denuncia è stata presentata alla procura di Torino dalla figlia di due coniugi romani morti entrambi di mesotelioma maligno epitelioide. A raccontare la drammatica storia della famiglia Padona è l'Osservatorio nazionale amianto, a cui aderisce Marina Padoan, la donna che si è rivolta alla magistratura per chiedere giustizia sulla morte del padre Gianfranco Padoan, scomparso nel novembre 2009 a 72 anni, e della madre Anna Musca deceduta nel dicembre dell'anno successivo. Gianfranco Padoan, nato a Roma nel 1937, era un operaio della Fibronit di Broni. «Spesso veniva inviato nelle altre sedi della societa' in Italia, come il magazzino sulla via Appia a Roma, città dove abitava la sua famiglia – dicono all'Osservatorio nazionale amianto – Le persone che ci lavoravano nel magazzino, sono quasi tutte morte e chi non lo è, è gravemente ammalato. Altre volte Padoan si è recato anche all'estero, come in Africa - dove sicuramente ci sono stati altri contaminati dall'asbesto - per occuparsi del taglio e la posa in opera di tubi in cemento-amianto, per la costruzione di acquedotti». «E' stata la stessa Inail di Roma a diagnosticare, poi, a Padoan di essere affetto da mesotelioma maligno epitelioide, patologia che ne ha causato il decesso a novembre del 2009 - dicono ancora all'O sservatorio -. E quasi un anno dopo, a dicembre 2010, è venuta a mancare anche la moglie, vittima inconsapevole delle fibre killer che l'hanno contaminata attraverso le tute da lavoro che il marito portava a casa per essere lavate». La denuncia della Padoan riguarda sia i dieci amministratori, dirigenti e componenti del consiglio di amministrazione della Fibronit che andranno a processo il prossimo 16 aprile a Voghera, ma anche i vertici della Eternit di Casale Monferrato Stephan Ernest Schmidheiny e Louis De Cartier De Marchienne. Marina Padoan è assistita dall'avvocato Ezio Bonanni, legale dell'Osservatorio nazionale amianto. «C'e' il sospetto di un collegamento tra le due aziende - concludono all'Osservatorio - per condotta criminosa ispirata dalla volontà di violare tutte le misure di sicurezza e di salvaguardia della salute e della integrità psicofisica dei dipendenti».