Giussago, duecento firme per i posteggi alla stazione

di Giovanni Scarpa wGIUSSAGO Parcheggi, dopo le segnalazioni arriva la raccolta firme. Dilaga la protesta per chiedere di avere più posti a disposizione per le auto a Stazione Certosa, ormai saturo soprattutto dopo l'entrata in funzione della linea suburbana S13. Sul tavolo del Comune è arrivata una petizione con oltre 200 adesioni. «E la cosa che più balza all'occhio – dice il sindaco Massimiliano Sacchi – è che oltre l'80 per cento delle persone che ha firmato il documento non è di Giussago. Del nostro paese sono appena il 20 per cento». Molti, come aveva anticipato l'assessore ai Lavori pubblici Albino Suardi, arrivano da Pavia. Insomma, se prima era un'ipotesi, oggi è una certezza che sono molti i pendolari che preferiscono raggiungere in macchina la frazione di Giussago arrivando direttamente dal capoluogo. Dove i posteggi nei pressi della stazione sono pochi e soprattutto a pagamento. Ma c'è di più. «Tanti arrivano addirittura dall'Oltrepo – rivela ancora il sindaco –. Insomma il bacino d'utenza, dopo l'entrata in funzione della linea S13, si è talmente allargato che non è più pensabile che il problema possa essere gestito da una sola amministrazione». Gli utenti della metropolitana leggera, nella petizione, hanno avanzato tre richieste: asfaltatura dell'area di sosta, miglioramento dell'illuminazione e – soprattutto – mantenimento della gratuità del parcheggio. Giussago, soprattutto su quest'ultimo punto, ha sempre mantenuto fede alla promessa di non prevedere alcun ticket. Una quota di posti è già stata riservata ai residenti. Ma la questione sta diventando difficile da gestire. «Noi continuiamo ad avere il massimo rispetto per chi deve andare a lavorare. Ma era prevedibile che con l'avvento della S13, con un treno ogni 20 minuti, il numero di pendolari sarebbe aumentato a dismisura – prosegue Sacchi –. Era facile anche prevedere che il parcheggio di Stazione Certosa sarebbe stato assolutamente insufficiente ad accogliere tutte le macchine». Situazione, fra l'altro, complicata dal fatto che la stessa area di sosta è utilizzata pure dai lavoratori della Galbani, il cui stabilimento si trova dietro lo scalo ferroviario. «Una soluzione ora bisogna trovarla – prosegue il sindaco di Giussago – e non possiamo certo essere solo noi a dare delle risposte a questi pendolari, molti forestieri, che hanno raccolto le firme. Serve una soluzione sovracomunale che coinvolga non solo le amministrazioni ma anche la Provincia e la Regione perchè noi, soprattutto in questo periodo, miracoli non ne possiamo fare anche per motivi economici. Ampliare, asfaltare e illuminare ha dei costi che solo noi non ci possiamo accollare». ©RIPRODUZIONE RISERVATA