Moratti non scarica Ranieri «Però mi aspettavo di più»
MILANO Claudio Ranieri resiste in trincea, almeno fino al match di domenica a San Siro con il Catania. «Penso che Ranieri resterà»: così Massimo Moratti ha risposto alla domanda dei cronisti, al termine del cda della Saras, se il tecnico sarà confermato. Resta il fatto che dopo il settimo scivolone in cui il tecnico è incappato, a Napoli, il presidente è deluso, ma non solo dall'allenatore percHé è indubbio che la squadra è consunta dagli anni e il mercato non l'ha rinforzata. «Vedremo cosa fare - dice sconsolato ai giornalisti che lo aspettano sotto i suoi uffici Moratti, al rientro da Londra -. Telefonerò a Ranieri, ascolterò il gruppo e valuterò lo stato d'animo di tutti, poi decideremo. L'avevo sentito anche l'altro giorno e mi era sembrato ci fosse stata una buona ripresa dal punto di vista psicologico, ma molte volte quello non basta. A Napoli non ho visto la reazione che mi aspettavo. Alternative? Vedremo». Il presidente vede Piero Ausilio e Marco Branca per una consultazione ristretta sulle scelte da fare: anche Ranieri ha delle responsabilità, nonostante al San Paolo si sia autoassolto con fermezza. Sulla posizione dell'allenatore pesa molto la situazione caotica in cui l'Inter è finita: l'esonero di Gasperini, l'impossibilità di influire sulle scelte di mercato, trovarsi con un gruppo spento e debilitato sono fattori che condizionerebbero chiunque. La grande fatica è tirare avanti fino alla fine del campionato ma i traguardi minimi, il terzo posto in campionato, e il passaggio del turno in Champions - in questo momento - non sono affatto scontati. Alla fine, è riduttivo proporre un referendum su Ranieri. Sarebbe miope e sbagliato anche se quella di Catania potrebbe essere la sua tagliola: gli scricchiolii si sentivano già all'indomani di Madrid, le crepe si sono andate via via allargando. Le alternative a Ranieri? La soluzione interna appare un ripiego.