Morto don Ratti, aveva 89 anni
di Adriano Agatti wPAVIA Una vita dedicata agli altri. E' morto all'età di 89 anni don Pietro Ratti, un sacerdote che era molto conosciuto in città perchè, tra l'altro, era stato per 24 anni (dal 1969 al 1993) alla parrocchia di San Pietro Apostolo di San Pietro in Verzolo. I funerali saranno celebrati questa mattina, con inizio alle undici, alla parrocchia del Crocifisso. La scelta è caduta lì perchè, negli ultimi anni, il sacerdote è stato ospite della comunità Betania che accoglie i preti anziani. Dietro al feretro di don Pietro si riuniranno numerosi sacerdote per l'ultimo saluto, anche quelli che non lo avevano conosciuto e ne avevano solo sentito parlare dai colleghi anziani. Don Pietro Ratti era nato a Pavia il 22 dicembre del 1922. Era stato ordinato sacerdote il 24 giugno del 1945 e, pochi mesi dopo, aveva ottenuto il suo primo incarico. Un incarico, tra l'altro, di responsabilità perchè per un anno era stato vice-rettore del seminario. Il vescovo di allora lo aveva poi spostato a Bascapè dove, per quattro anni sino al 1949, era stato Vicario parrocchiale. Da Bascapè era stato trasferito a San Genesio dove era rimasto sino al 1954 e un anno dopo era stato trasferito, sempre con l'incarico di vice-parroco, a Belgiooso. Il suo primo incarico di responsabile di una parrocchia l'aveva avuto nel 1955 alla Zelata di Bereguardo. L'esperienza di Zelata era stata molto importante per la forrmazione pastorale di don Pietro Ratti. Era rimasto lì per quattordici anni, sino al 1969 quando aveva ottenuto il suo ultimo incarico parrocchiale che è stato anche il più lungo e probabilmente il più sentito dal sacerdote pavese: quello alla parrocchia di San Pietro Apostolo di Pavia. Qui era rimasto per 24 anni sino al 1993 quando, per problemi di salute, era stato costretto a lasciare. Don Pietro era stato poi ospite dalle suore Orsoline e aveva celebrato la messa nella chiesetta di via San Bernardino da Feltre. Le sue condizioni di salute si erano poi aggravate: le ultime messe le aveva celebrate da seduto perchè le gambe non lo reggevano più. «Era una persone umile – speiga Giambattista Buratti da sempre organista alla parrocchia di San Pietro apostolo – e lo consideravo quasi come un padre. Don Pietro aveva un parola buona per tutti, non faceva mai mancare il suo sostegno alle persone che ne avevano bisogno. Era un grandissimo amante della musica, apprezzava moltissimo il canto. Aveva instaurato un grande rapporto con la Polonia e, soprattutto con un coro polacco di 70-80 persone che periodicamente ospitava a Pavia. Un rapporto nato anche grazie ad un salesiano pavese. Era devotissimo alla Madonna nera».