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PAVIA Paga Pantalone anche per i computer nIl cittadino non ne può più. Lavora... lavora... non spende piu' di 1.000 euro in contanti, non fa acquisti più di 3.000-3.600 euro... paga... paga... I politici, i presidenti e i direttori di Inps, Ragioneria dello Stato,Antitrust, Agenzia Monopoli, Regioni, Comuni,Provincie, Consob, Poste, Rai, Banche, Assicurazioni... etc. prendono stipendi da favola. Mentre il povero cittadino ormai deve pagare continuamente parassiti che vivono sulle proprie spalle. Anche l'ultimo balzello di 200 euro come canone Rai per un abbonamento speciale su tutti i computer dell'impresa anche se li utilizza esclusivamente per la gestione della propria attività è inconcepibile e assurdo. Va bene che dobbiamo pagare quel p... povero cristo di Celentano ma insomma un po' di giustizia ed onestà. Nella mia agenzia di viaggio i Pc servono esclusivamente per prenotare viaggi ai T.O. e la biglietteria aerea, non proiettiamo filmati e tanto meno ascoltiamo la RAI. Il cittadino non ce l'ha fa' piu' a mantenere tutti questi parassiti. Gino Cella BRONI Un salto in farmacia con Amici miei n Venerdì scorso alle ore 16,40 mi reco in farmacia a Broni,per acquistare "medicine" (è tra virgolette poiché sono gli strumenti per fare insulina, controllare diabete.. ) per la mia anziana madre affetta da diabete melito. Essendo, l'impresa commerciale situata in zona via Dante dove purtroppo c'è poco parcheggio, per una breve sosta si può optare per la vicina piazzetta (ove è possibile anche intravedere veicoli parcheggiati fuori dalle strisce consone), sperando di trovare posto. Oppure, spesso per una breve sosta gli automobilisti parcheggiano, in ambo i lati per l'appunto in via Dante, dove la sosta è consentita solo in un lato, ma viene comunque fatta anche nell'altro lato, dove per l'appunto vige il divieto; come nel mio caso. Come direbbe il grande Paolo Villaggio quando fa la voce fuori campo nel suo capolavoro Fanzozzi: «Dopo 7 minuti e 35 secondi, mi trovo sul vetro la multa!!» Proprio così, dopo sette minuti (avendo segnalato la sosta con le 4 frecce ), l'ipotetico vigile che chiameremo Paolini in omaggio alla pellicola Amici miei dell'altro grande, Mario Monicelli, non c'era . Poteva comunque aspettarmi un attimo, non per altro, non avreicontestato la multa poiché gli automobilisti non hanno quasi mai ragione, avrei forse imitato il Conte Raffaello Mascetti ( Ugo Tognazzi nella pellicola Amici Miei) quando si esibisce con la tirata della supercàzzola: «Tarapìa tapiòco! Prematurata la supercazzola, o scherziamo?» Certo, quando l'automobilista vede il "regalino sul vetro" si stizzisce molto, ma poi ci fa due risate come nel mio caso! Una preghiera, mi auguro che i 39 euro ( forse però sono 49... Mah, mi devo informare, ci sarà sicuro qualche tassa da pagare), siano tutti devoluti per il Carbonetti, anzi giusto appunto, ringrazio ancora una volta il nostro Sindaco e la sua Giunta per aver riportato il glorioso Teatro a splendori antichi... Per evitare la prossima multa, consiglio, come farò io, di andare a fare le commissioni a Stradella; meglio! Andrea Mangiarotti TRIVOLZIO La storia di Mojo va completata nCon la presente volevo chiarire alcuni particolari a proposito di Mojo, il cane di cui si parla in un articolo di venerdì scorso. Mojo era stato adottato da me, accompagnata dalla volontaria nella fotografia pubblicata, in un canile-pensione dove la volontaria allora prestava il nobile operato. Ha vissuto due anni nel nostro giardino con due pasti giornalieri, acqua e una cuccia che lo riparava dal freddo e dal caldo. La volontaria i miglioramenti del cane dopo l'adozione li ha visti in prima persona, perchè frequentava la nostra casa. I primi mesi è scappato e non vedendolo tornare abbiamo tappezzato di manifesti i paesi limitrofi e lo stesso giorno della ricerca è stato individuato e riportato a casa. Quando le sue paure hanno iniziato a sparire, in lui è ritornato un carattere da fuggiasco, scavalcava le recinzioni e creando non pochi danni al vicinato. Abbiamo provveduto alzando le recinzioni, facendolo sterilizzare (come ci avevano consigliato), perchè si calmasse, portandolo più spesso fuori al guinzaglio (che detestava), ma tutto questo non è servito a nulla, le sue fughe erano sia diurne che notturne, con chiamate dei vicini per i danni che recava nelle altre abitazioni o nella via. La cosa che mi ha costretto a prendere una decisione è avvenuta quando Mojo ha cercato di azzannare un cane al guinzaglio e il suo padrone,fortunatamente senza conseguenze. Ho chiesto alla volontaria aiuto per trovare a Mojo una sistemazione più sicura per lui e gli altri, ma mi è stata proposta una pensione a pagamento. E'rimasto lì due mesi per poi ritornare in canile. Le sue condizioni di salute erano ottime, quando l'ho consegnato. Non sono contenta della decisione che ho dovuto prendere, ma sono cosciente che prima o poi sarebbe successo di peggio. Amo gli animali, ma non dimentico che per ogni cane abbandonato muoiono di fame, di sete, dimalattie, tanti bambini al mondo, con meno aiuti di quelli che vengono offerti ai cani. Comunque auguro a Mojo un nuovo padrone che lo sappia accettare meglio di me. Mariella Giorgi PAVIA Acqua pubblica occhio alle promesse n Da tempo siamo diventati insofferenti parla di «acqua pubblica» e assume poi atteggiamenti contradditori. Ora vediamo che il nostro Presidente-Senatore si è esibito in un salto carpiato triplo presentando un emendamento subdolo e pericolosissimo per il futuro della gestione pubblica vera dell'acqua e degli altri servizi pubblici locali. Cito dal fatto quotidiano: «E' firmato dal senatore Daniele Bosone un altro emendamento che ripropone una norma contenuta nella bozza del decreto Monti, poi cassata dopo l'opposizione del movimento per l'acqua pubblica. L'emendamento 25.105 prevede in sostanza che i servizi idrici possono essere gestiti solo da società di capitale, azzerando di fatto l'esperienza della giunta De Magistris, che nei mesi scorsi ha deliberato la creazione di un ente non economico – Abc Napoli – per sostituire la Arin Spa nella gestione dell'acqua». Cosa ci sarà nella Azienda Speciale Pubblica che tanto spaventa il nostro Presidente-Senatore, da volerne cancellare anche le tracce dalla normativa? Sarà perché ha già prefigurato in provincia di Pavia una gestione tramite Società anziché tramite Azienda? Si ricordi caro Presidente-Senatore Bosone che 212.177 elettori della provincia di Pavia hanno votato Sì al referendum proprio per mantenere in campo la possibilità di gestire l'acqua (e i servizi locali) tramite aziende speciali pubbliche per davvero, perfettamente coerente con la normativa europea. Ma quando mai riusciremo ad esigere dai nostri rappresentanti nelle istituzioni di essere perlomeno onesti nel dichiarare le vere intenzioni? Ci interroghiamo anche sulle posizioni dei partiti che compongono la maggioranza in Provincia. Il Pd che ha sostenuto prima la raccolta firme e poi la campagna referendaria, come intende prospettare - dopo i referendum - la gestione dei servizi pubblici locali? E Sel, che sta nella maggioranza in Provincia, che ne pensa? Antonietta Bottini POESIA All'improvviso arrivano gli ottanta nE' rivà i vutant'an a l'impruviš,/ am par jer che sum andà in pensiòn,/ pién ad prugràma, pront a sbišariš/ par dagh sfögh a tüt i aspirasiòn./ Vint'ani fa a gh'era 'l mond davanti,/ ma dadré gh'er i prublèma, e jéran tanti./ Certo, la pensiòn la g'ha i sò vantàg,/ at séntat tranquil, in piena libertà,/ dipénd da nesün at mèta curàg,/ ma la vita püsè bèla l'è pasà/ at sé in di man ad la pruvidénsa,/ ma al tò témp al va vèrs la scadénsa./ Al treno 'd l'esistensa l'è al traguàrd./ se 'l ralénta 'l gir 'd la mè röda/ sperùma che 'l ma porta un po' ad ritàrd./ La caròsa di cuscrit l'è quaši vöda,/ prima sì che séram tanti insima:/ tanti jén 'ndat giù a la stasiòn prima./ Bisogna schersà no cun la salüt,/ a gh vör una furtüna dal diavul,/ salta föra un machè ogni minüt,/ a questa età tüt i büsch jén tràul./ Una volta i mal i gnìvan e andavan via,/ adès i rivan, i rèstan lì… e così sia./ L'altar dì in s'al bus ad Sanginéš/ mè capità un cašo ca m'ha fat pensà:/ una dona incinta, forse d'un vòt méš/ l'è levà sü e l'ha m'ha fat setà;/ l'ho ringrasià par la sò bòna asiòn,/ lé l'er cunténta, a mi m'è gnü al magòn. Agostino Faravelli