Marijuana: cervello in tilt
GENOVA Un «corto circuito» cerebrale tale da innescare comportamenti automatici e ripetitivi tipici delle patologie neurologiche e psichiatriche. E' l'effetto dell'assunzione di marijuana, secondo uno studio del Dipartimento di Neuroscience and Brain Technologies dell'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, pubblicato su Nature Neuroscience. Lo studio dimostra l'attività di circuiti importanti per la selezione ed il controllo delle azioni venga alterata in seguito all'esposizione prolungata alla marijuana. Con l'obiettivo di comprendere come avviene nel cervello il controllo dei comportamenti automatici e ripetitivi, il gruppo di ricercatori ha indotto farmacologicamente un surplus di attività per i recettori degli endocannabinoidi e ne ha studiato le conseguenze sulla funzionalità neuronale. Ha dapprima insegnato a dei topi a compiere una determinata azione che, se eseguita in modo corretto, avrebbe portato loro una gratificazione (cioccolato o zucchero). In seguito, è stato somministrato ripetutamente del Thc (principio psicoattivo della marijuana) ed è stato osservato che le stesse azioni venivano ripetute, nonostante non ci fosse più la possibilità di ricevere una gratificazione. Il gruppo ha infine anche identificato una possibile soluzione farmacologica che potrebbe rivelarsi utile per chi abusa di questa sostanza o per alcune patologie psichiatriche e neurologiche.