Rogo a bordo, Costa Allegra alla deriva

ROMA Concordia, 13 gennaio, spiaggiata sull'isola del Giglio dopo aver centrato in pieno uno scoglio. Allegra, 27 febbraio, in avaria nell'Oceano indiano, a 200 miglia dalle Seychelles, dopo un incendio a bordo che ha mandato fuori uso i motori. Due incidenti a due navi da crociera di Costa nell'arco di un mese e mezzo. Un periodo nero per la compagnia di navigazione che però, questa volta, dopo la tragica esperienza della Concordia in cui hanno perso la vita 25 persone (ancora 7 i dispersi), ha subito diffuso comunicati, liste dei passeggeri a bordo. In Italia sono le 15.30 circa quando le agenzie di stampa battono il primo lancio di una notizia che non sembra vera: «la nave Costa Allegra è alla deriva nell'Oceano Indiano, circa 200 miglia a largo delle Seychelles, dopo che un incendio è divampato a bordo». Il primo a darne conto in realtà, è il sito di navigazione Lloyd's List. Nell'arco delle ore successive arrivano le informazioni delle Capitanerie di porto, in contatto con la nave guidata dal comandante barese Nicolò Alba che ha subito chiamato Costa dicendo: «C'è un incendio nel locale dei generatori di poppa». Costa si dà subito spiegazioni: «Alle ore 10.39, ora italiana, un incendio si è sviluppato a bordo della motonave Costa Allegra in sala macchine, nel locale generatori elettrici situato a poppa. Le procedure e il sistema antincendio di bordo sono stati prontamente attivati; l'incendio è stato estinto e non si è esteso a nessuna altra zona della nave. Non ci sono stati feriti o vittime». L'incendio però ha provocato un black out e fermato il viaggio della nave (a circa 200 miglia a sud-ovest delle Seychelles e a 20 miglia da Alphonse Island), «rimasta senza propulsione - fa sapere il comando della Capitaneria di porto - e con in funzione solo le batterie d'emergenza che consentono le comunicazioni». La Allegra, detta "nave cristallo" per via delle ampie vetrate, è una delle "piccoline" di Costa (lunga 188 metri, larga 26), a bordo trasporta 1.049 persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio: 636 i passeggeri, di cui 135 italiani (tra loro anche 9 marò della marina). Con i condizionatori fuori uso e la temperatura a 35 gradi, i passeggeri hanno avuto il permesso dal comandante di dormire all'aperto sui ponti, come ha fatto sapere il manager di Costa Giorgio Moretti. Partita sabato da Diego Suarez (Madagascar), la nave doveva attraccare oggi al porto di Victoria (Mahè). I due rimorchiatori, partiti ieri dalle Seychelles, dovrebbero arrivare questo pomeriggio e trainare la nave fino al porto (andando ad una velocità di 5 nodi l'ora, il rientro durerebbe almeno 40 ore). Per questo non si esclude di recuperare i passeggeri e trasferirli sull'atollo corallino di Alphonse Island - a 20 miglia dalla nave - così da ridurre l'attesa dei passeggeri e trasferirli poi con un ponte aereo. Dall'Italia sono anche partiti dei tecnici di Costa che una volta raggiunta la nave cercheranno di far ripartire i generatori e avere, così, una minima propulsione. La capitaneria continua a rassicurare sullo stato dei passeggeri, che stanno bene e non corrono rischi. Intanto la Farnesina «sta lavorando per favorire il rientro dei cittadini italiani presenti a bordo». Fino al tardo pomeriggio invece, la moglie del comandante, che vive a Monopoli, non aveva ricevuto nessuna telefonata dal marito Nicolò. I telefoni satellitari di Allegra infatti sono andati fuori uso insieme al quadro elettrico. Anche in questo incidente, l'unità di Costa Crociere che ha gestito l'emergenza Allegra è la stessa di Concordia: Roberto Ferrarini, Paolo Parodi e Mafred Ursprunger. Tutti e tre indagati per il naufragio.(a.d'a.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA