Condannato per truffa
GERENZAGO Mentre operava per conto di un'impresa edile di Gerenzago avrebbe pagato un'intera fornitura di infissi con un assegno di provenienza illecita: per truffa e falso un imprenditore di 37 anni nato a Sant'Angelo Lodigiano e residente nel Pavese, M. A., è stato condannato a 18 mesi di carcere dal tribunale di Lodi. Una pena senza sospensione condizionale, anche se, dato che l'episodio risale ai primi mesi del 2006, il 37enne potrebbe chiedere l'applicazione dell'indulto, come se il reato non fosse mai stato commesso, fatte salve però le responsabilità civili. L'assegno, secondo la pubblica accusa, faceva parte di un lotto smarrito nell'ormai lontano 2005 a Milano. L'imprenditore pavese ne sarebbe venuto in possesso solamente all' inizio dell'anno successivo. All'epoca rappresentava l'impresa edile di Gerenzago impegnata nella realizzazione di alcuni edifici residenziali in un paese alle porte di Lodi: M.A., questa l'accusa, avrebbe dapprima commissionato a un'impresa edile lodigiana l'installazione di quegli infissi, per un importo complessivo di 8mila euro, poi però avrebbe pagato solo metà di quell'importo, circa 4.200 euro, e con l'assegno che poi si è scoperto non sarebbe stato incassabile. Nel frattempo l'imprenditore lodigiano che aveva installato gli infissi aveva "girato" l'assegno "farlocco" alla falegnameria di Lodi che li aveva realizzati. E così al processo è stato proprio il falegname a costituirsi parte civile contro l'imprenditore: ha ottenuto un risarcimento di 5.600 euro, comprensivo dei danni morali, oltre che del valore dell'assegno non incassabile perché smarrito e poi alterato. (ch. rif.)