Cresce il fronte dello stop Grillo: «Robe da pazzi»
di Luca Marognoli wROMA Scioperi a catena nelle fabbriche della Val di Susa, con i lavoratori - dice la Fiom - che chiedono di marciare a fianco dei manifestanti. Il sindacato dei metalmeccanici che invoca la sospensione immediata dei lavori «per ragioni umanitarie». Beppe Grillo che sul suo blog risfodera un celebre tormentone - «roba da pazzi!» - per scagliarsi contro un'«opera faraonica» come la Tav, che «non serve - attacca - e lo capirebbe anche un bambino». Rifondazione Comunista che, per voce del segretario Paolo Ferrero, chiama a raccolta militanti e «tutte le forze attive del movimento» per dar vita a presidi davanti alle Prefetture e a Palazzo Chigi chiedendo di bloccare subito il cantiere. La tensione dai cancelli della Ltf di Chiomonte e dalle strade della Valle di Susa si trasferisce nell'arena politica e sindacale in un crescendo che desta in molti commentatori preoccupazione e il timore di un'escalation di violenza. E la protesta già ieri è uscita dal Piemonte, con alcuni No Tav che poco dopo le 18 hanno preso di mira la stazione di Roma Termini: i manifestanti hanno danneggiato un Frecciarossa, imbrattato alcuni treni e lanciato un fumogeno. Binari occupati anche a Bologna, cortei a Milano e Firenze. Le reazioni più esasperate arrivano dall'interno del movimento. «Se cercavano il morto ci sono quasi riusciti», accusa il leader storico Alberto Perino, che si sfoga: «Non si può fare sempre la legge del più forte». Argomentazioni raccolte e rilanciate da Nichi Vendola, di Sel, che invoca una moratoria, un momento di tregua «per consentire a tutti una fase di approfondimento». La Tav - aggiunge il presidente della Regione Puglia - è un'opera «che viene imposta ad un intero popolo e comunità, che si sente espropriata del diritto a contare e decidere del proprio futuro», suscitando «dubbi sul piano della sua economicità ma anche dal punto di vista umano». Sulla stessa linea il presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario: «Occorre fermarsi un attimo e riflettere». Solidarietà al manifestante ferito, Luca Abbà, viene anche dalle forze di governo, tutte però concordi nel sottolineare che il tunnel va fatto. Per Emanuele Fiano, presidente del Forum Sicurezza del Pd, il dissenso «non può diventare il tentativo di interrompere con la violenza un'opera pubblica regolarmente programmata». Allarmato Osvaldo Napoli, deputato del Pdl, secondo cui «nel movimento alligna ormai un'ideologia antistatalista e antilegalitaria che vanno tenute sotto stretta sorveglianza». Pier Ferdinando Casini (Udc) invita a evitare strumentalizzazioni, ma «l'opera - dice - va avanti». Caustico il Carroccio. Michelino Davico richiama i manifestanti: «Basta giocare a fare i sovversivi». E Roberto Castelli: «Abbà non se l'è meritata ma cercata ». ©RIPRODUZIONE RISERVATA