«Non vogliamo privilegi ma giustizia»
I vescovi italiani restano «preoccupati» per «l'incertezza legislativa» sulle nuove norme sull'Imu. Mons. Michele Pennisi, segretario della commissione Cei per l'Educazione ricorda che «le scuole cattoliche sono paritarie e quindi svolgono un servizio pubblico». E dunque, «se le scuole statali sono esentate dall'Ici o dall'Imu perchè svolgono un servizio pubblico», lo devono essere «anche le scuole cattoliche o di ispirazione cristiana che lo fanno non per fini di lucro e spesso per le fasce più disagiate». Mons. Pennisi, vescovo di Piazza Armerina (Enna) e segretario della Commissione episcopale per l'educazione cattolica, la scuola e l'università, dopo la precisazione del sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo su quali strutture debbano pagare l'Imu, ricorda che «la legge del 2000 voluta da Berlinguer prevede che le scuole non statali abbiano gli stessi diritti degli alunni delle scuole statali». «Non sono dei diplomifici - sostiene poi - che regalano diplomi in cambio di quattrini, ma sono invece dei servizi educativi alle persone, soprattutto alle fasce più deboli». «Il problema - spiega Pennisi - è quello di fare giustizia. Non solo la Chiesa non rivendica privilegi, ma chiede che l'Italia si adegui agli standard europei». I contributi ricevuti finora «sono legittimi e doverosi, insufficienti per cui tante scuole hanno dovuto chiudere, non sono privilegi». «Al governo Monti - conclude il vescovo - diciamo: noi non vogliamo privilegi ma giustizia, vogliamo che si realizzi una vera parità scolastica. Se qualcuno poi lucra o fa cose di carattere commerciale è giusto che paghi».