Monti alla Bocconi «Torno da voi nel 2013»

di Gabriele Rizzardi wROMA «L'incarico da presidente del Consiglio avrà termine, come è noto, nel 2013 e se avrò vita e salute potrò sicuramente terminare il mio mandato quadriennale alla presidenza della Bocconi». Visibilmente emozionato, Mario Monti incassa la standing ovation di oltre un minuto che fa tremare l'aula magna della prestigiosa università dove si è laureato e ha insegnato e si congeda dai suoi amati studenti con un commosso arrivederci: «Questa è la prima volta che vengo alla Bocconi da esterno, dopo il 1961, quando venni a chiedere il modulo di iscrizione come studente...». Il presidente del Consiglio dà una scadenza temporale precisa al suo mandato anche per mettere a tacere il balletto di voci che lo vedrebbe alla guida del governo anche dopo il 2013. Fino ad allora, però, il Professore lavorerà per portare a termine le riforme e lo farà assumendosi la responsabilità di dire anche dei no dolorosi: «Nel paese ci sono tante categorie e forze sociali che vanno ascoltate, poi il diritto-dovere di decidere spetta a governo e Parlamento». Partendo dalla constatazione che il governo ha come bussola i giovani e gli studenti, di cui sente il «fiato innovatore», Monti ricorda che la «voce» delle giovani generazioni non è di solito presente ai tavoli decisionali e invita sindacati e imprese a non occuparsi solo di chi il lavoro lo ha già. La strada che dovrebbe portare entro la fine di marzo all'accordo è ancora in salita ma il ministro del Welfare, Elsa Fornero, ostenta ottimismo, assicura che lo «Stato sociale non è morto» e si dice convinta che la tabella di marcia sarà rispettata: «Restano assolutamente saldi la fiducia, l'impegno e la determinazione, anche sui tempi previsti». Il governo è deciso ad andare avanti ma le difficoltà non mancano. Pier Luigi Bersani ripete che il governo deve lavorare per un accordo con le parti sociali e, davanti alle telecamere di Che tempo che fa non rinuncia a criticare Monti. «Qualche volta si ha l'impressione che l'orecchio sulla vita comune dei cittadini, da parte del governo, non sia sufficiente. Dà un po' fastidio ma spero che questa cosa nelle prossime settimane si possa correggere» dice il segretariop del Pd, per il quale il governo dei tecnici è un'eccezione e nel 2013 si dovrà dare spazio «a progetti politici alternativi». Ad apprezzare la coerenza del premier è anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Mario Monti, che è una persona seria, non scenderà in politica e dopo le elezioni ci sarà un governo eletto dai cittadini e espressione dei partiti». Un dispiacere per il Professore arriva invece dal leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Siamo in un clima di false riforme...». ©RIPRODUZIONE RISERVATA