«Risvegliamo Vigevano » Il sindaco convoca tutti
Sala raccoglie la sfida lanciata dall'arcivescovo Vincenzo Di Mauro (nella foto). Poche settimane fa, in un incontro con i giornalisti, Di Mauro (in presenza del sindaco) aveva detto che Vigevano è una Ferrari che però si muove alla velocità di una 500. Secondo Di Mauro la città ha molte potenzialità inespresse, anche nel mondo giovanile, che devono venire alla luce, spazzando via la nebbia lomellina che le sta coprendo. Una sferzata che aveva subito suscitato un vivace dibattito sul futuro di Vigevano, da parte di rappresentanti di associazioni di categoria, sindacalisti e politici. La chiamata a raccolta della città da parte del sindaco, che all'inizio si era detto "non toccato direttamente" dalle parole del vescovo, suona invece come una risposta a quella sollecitazione. di Denis Artioli wVIGEVANO Il sindaco Andrea Sala chiama a raccolta associazioni di categoria, di volontariato e di opinione. Dalla prossima settimana, i rappresentanti saranno convocati a palazzo municipale «per un momento di confronto partecipato, per condividere, attraverso critiche e proposte, le migliori modalità per il raggiungimento degli obiettivi. Un dibattito aperto su tematiche riguardanti la città e, all'esito del confronto partecipato, da esaurire nel termine massimo di due mesi «sarà necessario passare alla fase operativa e il sottoscritto – dice il sindaco – la giunta e il consiglio comunale assumeranno le decisioni necessarie al raggiungimento degli obiettivi». Ma su che cosa dovranno confrontarsi il sindaco e i rappresentanti delle associazioni? Sala parte dalla crisi economica generale, i tagli del governo centrale e le leggi sul patto di stabilità: «In questi due anni – evidenzia il sindaco – hanno imposto la rivisitazione sulla priorità nei servizi, i tagli agli sprechi e l'ottimizzazione delle risorse umane presenti in Comune». Questo in linea generale. Nello specifico, il sindaco mette al primo punto degli argomenti del confronto, lo stralcio del progetto relativo alla viabilità su Malpensa «per consentire il collegamento veloce tra il nuovo ponte sul Ticino e Milano, evitando di attraversare Abbiategrasso». Quindi, tramite Asm Isa «stiamo avviando un piano per la raccolta differenziata volto a raggiungere percentuali di eccellenza», oltre alle ipotesi di intervento per la riqualificazione urbana, tra cui l'aggiornamento del Piano urbano del traffico e il nuovo arredo urbano. Il sindaco annuncia anche la volontà di riscrivere il documento base del Piano di Governo del territorio, perché «le scelte e le decisioni che devono portare ai risultati prefissati passano, necessariamente, attraverso un confronto con tutte le realtà cittadine per individuare i percorsi necessari agli obiettivi». «Qualche settimana fa il vescovo aveva dato un input indirizzato a tutta la città – commenta monsignor Emilio Pastormerlo, direttore del settimanale cattolico "L'Araldo lomellino" – e io apprezzo che il sindaco chiami a raccolta, anche magari dopo il monito del vescovo, tutte le forze della città per responsabilizzarle e vedere che cosa si può fare insieme per il futuro, per confrontarsi e cercare di capire come si può uscire da questa crisi, almeno in città. L'amministrazione comunale ha il dovere di richiamare tutte le realtà per cercare di far andare questa Ferrari che potenzialmente esiste. Ognuno deve fare la sua parte ed è giusto che sia il sindaco a chiamare a raccolta la città. Penso che scriverò una lettera aperta al sindaco, la prossima settimana, perchè secondo me questa è la direzione giusta. E' una strada che deve essere imboccata seriamente e responsabilmente da tutti». Stefano Bellati, presidente della Confartigianato lomellina, vede favorevolmente l'iniziativa del sindaco: «E' quello che ci aspettavamo da lui – dice Bellati – ci sono vari argomenti tra cui le strade, l'arrivo della linea S9 a Vigevano, il centro storico, il Castello e la piazza Ducale che sta morendo e il palasport. Serve un piano di rilancio dell'economia attraverso nuove aziende che possono insediarsi a Vigevano. Non è andata in default l'Italia, ma Vigevano rischia il default, la situazione è pesantissima e i segnali più visibili sono le persone senza lavoro e i negozi che continuano a chiudere. E' necessario trovarsi tutti attorno a un tavolo, perché serve una svolta: per me siamo in una situazione di emergenza. E questa situazione, alla lunga, potrebbe diventare pericolosa anche dal punto di vista sociale. Non possiamo più aspettare a prendere iniziative, la via giusta è avere qui nuove aziende che portino anche indotto. Con tutto il rispetto per questo lavoro, non possiamo pensare che la massima aspirazione dei nostri figli sia quella di andare a fare il commesso in un centro commerciale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA