Divorzio in un anno La Camera accelera «Norma di civiltà»

ROMA La strada per arrivare al divorzio lampo in un'udienza sola, quella che tra l'altro consentirebbe di sgravare da migliaia di fascicoli la giustizia civile, è ancora lunga. Ma quello raggiunto ieri dalla Commissione Giustizia della Camera, che ha dato il via libera al provvedimento sul cosiddetto divorzio breve, comunque è un primo traguardo per decine di migliaia di coppie. «Una norma di civiltà giuridica, un piccolo successo della commissione», ha commentato l'avvocato Giulia Bongiorno, deputata del Fli e presidente dell'organismo, auspicando che il testo «vada subito in Aula». Il testo che ora deve passare al vaglio dei due rami del Parlamento accorcia i tempi delle pratiche riducendo a un anno - contro gli attuali tre - la durata della separazione necessaria ad ottenere il divorzio consensuale. Se vi sono figli minori nati dal matrimonio la separazione dovrà invece essere di due anni. Le norme varate dopo una discussione durata mesi e interrotta a più riprese, «rende tutte le cittadine e i cittadini italiani più liberi di decidere, in maniera consapevole, del proprio futuro», ha commentato la deputata del Pd Paola Concia. «Il matrimonio non è certo un gesto superficiale - aggiunge Concia - ma nel momento in cui una coppia non se la sente più di condividere un percorso di vita e decide consapevolmente di divorziare, è indispensabile che questo possa avvenire in tempi brevi». Più severa la Lega italiana per il divorzio breve che spera «in un miglioramento». «Questa riduzione - spiega il segretario Diego Sabatinelli - non cambia la sostanza del problema. E' dimostrato che l'obbligo della separazione legale non serve a nulla, se non a pesare sulle tasche del cittadino; anzi, può aggravare le frizioni tra coniugi, ed in presenza di figli minori significa protrarre il periodo di ambiguità, contese e malintesi». Dal governo è invece in arrivo un provvedimento che rivoluziona e semplifica la possibilità di dare ai figli il doppio cognome.