Trovato sull'auto dell'edicolante rapinato

PAVIA Il caso non può dirsi ancora risolto, ma il primo tassello della rapina all'edicolante di via Tasso è stato piazzato. I carabinieri, durante un controllo antidroga tra Pavia e Landriano, hanno fermato l'altro pomeriggio un uomo a bordo di una Fiat Seicento bianca: l'auto sottratta all'edicolante Italo Greguoldo durante la rapina. Erion Xhafa, un cittadino albanese di 32 anni senza fissa dimora e con diversi precedenti di polizia, è finito in manette. L'accusa, per lui, è di ricettazione (gli viene cioè contestato il possesso dell'auto rubata), ma le indagini dei carabinieri per approfondire il livello di coinvolgimento nella rapina all'edicola di via Tasso vanno avanti. L'operazione è stata eseguita mercoledì pomeriggio. I carabinieri del radiomobile, di Siziano e Landriano, coordinati dal capitano Claudio Arneodo, stavano svolgendo un servizio antidroga, con appostamenti in borghese e controlli delle strade e delle campagne attorno a Landriano. L'automobile dell'edicolante è stata fermata in questa circostanza. A bordo c'era un cittadino albanese, che poco prima era stato visto acquistare due dosi, di cocaina ed eroina, da un presunto spacciatore. I controlli sul'automobile sono risultati positivi: era la Fiat Seicento rubata pochi giorni fa all'edicolante di via Tasso, che era stato anche picchiato da due banditi. A questo punto i carabinieri hanno approfondito le verifiche. In un primo momento il cittadino albanese sembrava incensurato. Controlli più accurati hanno invece messo in evidenza che il 33enne aveva diversi alias, per i quali era stato già più volte segnalato. Sono spuntati numerosi precedenti di polizia. A questi ora si aggiunge un'accusa di ricettazione che potrebbe trasformarsi in una contestazione più pesante qualora i carabinieri dovessero provare un suo coinvolgimento nella rapina all'edicolante. Il cittadino albanese ha cercato di giustificarsi davanti ai carabinieri, spiegando di trovarsi a bordo di quell'automobile quasi per caso. «Era ferma in via Olevano, con le chiavi nel cruscotto – ha dichiarato –. Mi serviva e l'ho presa, ma con la rapina non c'entro nulla». Nella sua giustificazione avrebbe però anche detto di essere in compagnia di un amico. Ora i carabinieri dovranno verificare la sua versione e approfondire ancora alcuni dettagli. (m. fio.)