Monti al Copasir: adeguare subito i servizi di intelligence

ROMA Riorganizzare i servizi segreti attuando pienamente la legge di riforma che ha ormai cinque anni. Razionalizzare le risorse, eliminando duplicazioni e ridondanze per permettere all'intelligence di svolgere al meglio il proprio compito, che è quello di proteggere il Paese dalle minacce: terrorismo internazionale e interno, criminalità organizzata, attacchi cybernetici, speculazione finanziaria. Grande prudenza sul segreto di Stato, da apporre soltanto in caso di reale necessità. Sono i propositi esposti dal premier Mario Monti, nel corso di un'audizione di due ore e mezzo davanti al Copasir. «Abbiamo avuto con Monti - ha detto il presidente del Comitato, Massimo D'Alema - una discussione molto approfondita su come portare avanti l' indirizzo della riforma, come ammodernare il ruolo dei servizi in relazione ai nuovi compiti e abbiamo ragionato anche su come migliorare il controllo parlamentare». Il presidente del Consiglio - che, contrariamente ai suoi predecessori, non ha ceduto la delega sul settore ad un sottosegretario - ha studiato a fondo il dossier servizi, ha letto una relazione dettagliata ed ha poi risposto alle domande dei commissari mostrando aperture, secondo quanto si apprende, sulle richieste pervenute dai membri del Comitato di dare un deciso colpo di acceleratore alla riforma. Sì, perché, la «macchina intelligence» risente ancora di inefficienze, resistenze degli apparati, duplicazioni di strutture e competenze, ritardi. Monti, a quanto si apprende, avrebbe manifestato l'intenzione di procedere con celerità alla riorganizzazione delle tre strutture - Dis, Aise e Aisi - accentrando nella prima tutti i compiti amministrativi, in modo da consentire alle altre due di svolgere esclusivamente funzioni operative.