Albonese, l'impianto rifiuti raddoppia

ALBONESE Ampliamento in vista per l'impianto di raccolta, gestione e trattamento di rifiuti speciali non pericolosi. L'altra sera alcuni rappresentanti della Waste Italia, la società che gestisce il sito lungo la provinciale 211 per Mortara, hanno illustrato il progetto di raddoppio, di cui però non ci sono ancora comunicazioni ufficiali. In municipio c'erano il sindaco Maria Teresa Francini e consiglieri di maggioranza e di minoranza. «Posso confermare che c'è stata questa riunione, ma per il momento preferisco non esprimermi – commenta il sindaco – Dico solamente che la progettata espansione dello stabilimento avverrà su terreni già di proprietà di Waste Italia: per il resto attendo l'ufficializzazione della procedura». Anche la minoranza, per bocca dell'ex sindaco Pietro Polini, afferma: «Per il momento non abbiamo elementi sufficienti a valutare la proposta della società». Dai dati diffusi due anni fa, in occasione della riapertura dell'impianto danneggiato da un vasto incendio nel 2007, si può ipotizzare che si arriverà a una superficie totale di circa 10mila metri quadrati. Oggi l'impianto può produrre più di 20 tonnellate l'ora di combustibile da rifiuto (cdr), materiale che viene venduto principalmente all'industria cementiera: in mancanza di dati certi, si può supporre che anche questa cifra sarà raddoppiata. «Preferiamo diffondere dati e numeri nei prossimi giorni, quando il progetto sarà ufficializzato», facevano sapere ieri dalla sede milanese di Waste Italia, guidata dall'amministratore delegato Giuseppe Maria Chirico. Per rimettere in piedi il sito produttivo per la selezione dei materiali di scarto da inviare al riciclo e la produzione di cdr erano stati investiti circa tre milioni di euro. «Puntiamo a generare un fatturato, per il primo anno di attività, pari a circa 2,3 milioni di euro – aveva spiegato Chirico nel 2010 – Waste Italia investe nei propri impianti per dotarli delle tecnologie in grado di sfruttare al meglio i materiali di scarto, ottenendo così due risultati: da una parte la valorizzazione economica di beni altrimenti alla fine del loro ciclo di vita, dall'altra parte il rispetto dell'ambiente». Umberto De Agostino