Videopoker, c'è l'appello per una legge regionale

A Pavia il gioco è un business che vale un miliardo e 460 milioni di euro. Di questa cifra, la metà circa finisce nelle slot machine, meglio conosciute come macchinette. Affollano i bar, le sale giochi, i locali notturni, le tabaccherie e perfino i supermercati. Se ne contano, in provincia di Pavia, circa 15mila. Numeri da capogiro, soprattutto se rapportati alla popolazione. Che insieme alla cifra di 2.900 euro come puntata media pro capite in scommesse e gratta e vinci, spiega perché Pavia, rispetto alle altre province, ha lo scettro di quella in cui si gioca di più. La stima di 2.900 euro l'anno è stata fatta, di recente, dall'agenzia Agicos. L'importo, impressionante, della spesa pro-capite destinata al gioco pone la città di Pavia davanti a centri ben più grandi. Addirittura, fatte le dovute proporzioni, a Pavia si gioca più che a Napoli, città tradizionalmente legata all'immagine del lotto. di Fabrizio Merli w PAVIA Costringere i giocatori di videopoker a inserire la tessera sanitaria nelle macchinette per iniziare a scommettere. Un modo per evitare che i minorenni abbiano accesso al gioco d'azzardo, sul modello di quanto già accade per i distributori automatici di sigarette. È una delle iniziative proposte dal Partito democratico in un disegno di legge regionale che punta a fronteggiare l'emergenza del gioco patologico. In Italia la spesa per il gioco, che si tratti di videpoker o gratta e vinci, è passata dai 14,3 miliardi del 2000 agli oltre 79 miliardi del 2011. Cifre impressionanti, ancora di più se si considera che le statistiche riguardano l'aspetto ufficiale del gioco. Il volto oscuro si chiama Gap, sigla che sta per gioco d'azzardo patologico. Una forma di dipendenza che non prevede l'assunzione di droga o alcol, ma che ha molte affinità con il disturbo ossessivo compulsivo. «Un'emergenza sociale e sanitaria, di fronte alla quale bisogna muoversi», commenta Giuseppe Villani, consigliere regionale del Pd. E proprio dal Partito democratico, con il consigliere Alessandro Alfieri come primo firmatario, arriva la proposta di legge. Che parte da alcune premesse. Attualmente, il gioco d'azzardo è la terza azienda nazionale, dopo Fiat ed Eni, quanto a fatturato. La commissione parlamentare Antimafia ha stimato che la criminalità organizzata abbia un fatturato annuo di 50 miliardi legato a questo settore. E, soprattutto, nel gioco investe statisticamente chi ha un reddito più basso. Proprio per tracciare una linea di demarcazione tra divertimento e malattia, il disegno di legge propone alcune iniziative. Ad esempio, l'istituzione di un osservatorio regionale sui disturbi da dipendenza da gioco patologico, un numero verde, un fondo da destinare alle famiglie rovinate dal gioco (con la possibilità di destinare a questa finalità una percentuale degli incassi delle sale gioco) e l'introduzione di un meccanismo per cui sia necessario inserire la tessera sanitaria nella macchinetta per poter giocare: l'ultimo allarme, infatti, riguarda un aumento di casi tra i minorenni. Che ne pensano gli operatori del settore? Fabrizio Tassara è titolare della «Starplayer», una sala giochi che ha da poco aperto nel mercato sotterraneo di piazza della Vittoria: «Io sono favorevole – dice – a tutte queste iniziative. Da noi, i minori di 18 anni non possono entrare. Anche se devo dire che la stragrande maggioranza dei giocatori è costituita da persone adulte o già anziane». Lo stesso titolare della sala gioco ammette che, in alcuni casi, si deve sostituire al ruolo dell'assistente sociale. «Capita soprattutto con i clienti più anziani – racconta – quelli che sono spesso qui e con i quali si è creata una maggiore confidenza. A volte, specialmente verso la fine del mese, gli consigliamo di non esagerare con le scommesse». In un contesto del genere, è inevitabile l'intervento delle istituzioni. Pavia, a differenza di altri centri anche più piccoli della provincia, non si è ancora dotata di un regolamento sul tema. Il sindaco Alessandro Cattaneo aveva assunto l'impegno ad affrontare l'argomento subito dopo la discussione del bilancio. E il bilancio arriverà in Consiglio comunale lunedì prossimo. Gianmarco Centinaio, vice sindaco e assessore alla cultura, ammette: «Si tratta di una vera e propria emergenza e non solo per il coinvolgimento di minori. Questa, ormai, è una malattia che colpisce in modo trasversale. Occorre agire».