Inflazione, benzina e alimentari alle stelle
di Luca Marognoli wROMA Dalle pompe di benzina al carrello della spesa, fino alla tazzina di caffè. E' un circolo vizioso che neppure Supermario Monti è riuscito finora ad interrompere il continuo, indiscriminato aumento del costo della vita. Ieri l'ennesima impennata dei prezzi: in gennaio generi alimentari su del 4,2% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso, livello di un punto percentuale più alto rispetto all'indice generale dell'inflazione. Non arrivano notizie migliori neppure se il raffronto viene riferito al mese precedente: anzi, il dato di gennaio su dicembre fa registrare un incremento del 4,3%. Insomma, quello che al governo è riuscito con lo spread non riesce con i portafogli dei cittadini, costretti a subire salassi sempre più ingenti. A partire dai carburanti, che hanno raggiunto massimi storici fino all'anno scorso nemmeno ipotizzabili. Ed è da qui - in particolare dalle vette del gasolio per l'autotrasporto - che si propaga, a cascata, la spinta inflazionistica. La Confederazione italiana agricoltori (Cia) rileva che a gennaio l'aumento è stato del 25,2% tendenziale: un'enormità. Il problema sta tutto nella dipendenza dal trasporto su gomma della distribuzione dei prodotti che dai campi arrivano sulle tavole. Finché non vi sarà una reale differenziazione, con il potenziamento della rotaia, gli aumenti in campo energetico continueranno a ripercuotersi in maniera diretta su quello alimentare. Alcuni esempi riferiti a ieri: zucchero +15,9%, caffè +16,5%, pesce +3,6%, pane +2,9% e pasta +2,1%. Unica eccezione: vegetali freschi, in calo dell'8,7% e frutta fresca, del 2%. Il timore della Cia è che non si riesca ad uscire da questo avvitamento e a rilanciare i consumi domestici, in particolare della tavola, che già nel corso del 2011 erano scesi in picchiata (-2%). Non sono solo i consumatori a piangere. Le imprese agricole - denuncia Confeuro - patiscono «una situazione che sta diventando ogni giorno più insostenibile per gli operatori di tutto il comparto». Secondo la Coldiretti il caro-gasolio ha provocato, solo nelle campagne, un aggravio di costi per 400 milioni di euro su base annua. Ciò perché la triade benzina - trasporti - logistica incide per circa un terzo sui costi di frutta e verdura. Si aggiungono al coro di denuncia Confagri e Federalimentare, che evidenziano come l'effetto freddo abbia spinto il consumo di gasolio per il riscaldamento delle abitazioni, ma anche di serre e stalle. ©RIPRODUZIONE RISERVATA