«Cantieri e grandi magazzini le scommesse senza futuro»

PAVIA Crollano le imprese commerciali, industriali e agricole e crescono le imprese individuali. Saldo negativo quindi per una provincia che pagherebbe ormai in modo evidente una crisi globale e una visione a breve periodo delle istituzioni locali. Strategie sbagliate: negozi e cantieri quando il mondo produttivo stava chiedendo altro già a metà del primo decennio del nuovo secolo.Ne è convinto Antonio Majocchi, che oltre essere direttore del Mibe (Master programme in International Business and Economics ) è anche professore associato alla facoltà di Business International dell'ateneo pavese. «I settori in forte sofferenza sono quelli del commercio e dell'edilizia – spiega Majocchi – e sono proprio quelli su cui hanno puntato le nostre istituzioni negli ultimi quindici anni. Si è pensato solo a costruire villette e a realizzare centri commerciali. Scelte che hanno condannato la nostra provincia al sottosviluppo». Una visione distorta che ha preferito indirizzare i propri interessi, afferma Majocchi,verso i settori più facili, commercio ed edilizia. Una scarsa lungimiranza che ora presenta il conto. Ed è un conto salato. Perché fatica a crescere l'economia pavese che sta andando troppo a rilento, ma che deve invertire la marcia. L'attenzione va focalizzata , secondo Antonio Majocchi, su quelli che il docente definisce «i punti di forza del territorio». Ovvero: tecnologia, innovazione, ricerca, informatica. Sono le eccellenze che sarebbero già disposizione e su cui bisognerebbe puntare per immaginare un progresso diversificato e moderno. «Ambiente, sviluppo e intelligenza – precisa il direttore del Mibe – sono le grandi qualità di cui è dotato il nostro territorio. I comparti che possono dare crescita a lungo termine. Senza dimenticare che è fondamentale che le istituzioni, dal Comune alla Provincia, dall'università alla Camera di commercio, lavorino insieme».Resta sullo sfondo il problema degli studenti più preparati che escono dall' Università e che vengono immediatamente assorbiti dalle imprese estere. «Sembra impossibile – osserva l'economista – che gli imprenditori pavesi non siano interessati a cogliere questa opportunità». (st.pra.)