«Le piccole imprese si quotino in Borsa»

di Paolo Carletti wROMA Economia, politica, Europa. Monti a ruota libera davanti al gotha della finanza nazionale alla Borsa di Milano. L'incontro di ieri è stato un successo per il presidente del Consiglio, e non una semplice visita, ma densa di contenuti importanti. Prima di concedersi all'ampia platea finanziaria di Piazza Affari, il premier ha incontrato una ventina di big della finanza. Tra questi Bernabè (Telecom) Perissinotto e Galateri (Generali), Viola (Mps), Ghizzoni (Unicredit), Rodolfo De Benedetti (Cir), Cucchiani (Intesa-San Paolo). E alla fine i commenti sono stati tutti positivi. E' piaciuto il Monti che spinge la Borsa a fare meglio, auspicando «la quotazione di un numero maggiore di imprese», in particolare le pmi perché «le società quotate spesso crescono di più, investono di più in ricerca e sono più portate a fusioni e ad acquisizioni». Insomma, la Borsa deve dare il suo contributo alla crescita del Paese. Monti era accompagnato dal viceministro dell'Economia, Vittorio Grilli, e sedeva al tavolo col presidente della Borsa Tononi e l'ad Jerusalmi. «Ci siamo preparati – ha scherzato Monti – abbiamo fatto visite di allenamento alla borsa di New York e a quella di Londra. Passaggi piacevoli, soprattutto utili per l'Italia». Il nostro Paese appunto, che malgrado la recessione appare sempre meno preda della speculazione finanziaria con lo spread e i tassi sui titoli di Stato in caduta. «L'Italia non è più nella lista dei problemi ma in quella di chi contribuisce alla soluzione». Ha confermato che non vi sarà nessuna nuova manovra anche se i dati dovessero peggiorare, auspicando una rapida riforma del lavoro. «La mia ambizione è che alla fine del nostro mandato, che comunque si concluderà nel 2013 (al più tardi a marzo), l'Italia sia fuori dall'emergenza e che vi sia il ritorno pieno alla vita politica in condizioni più costruttive che in passato». Poi rapidi passaggi sulle authority, la cui riforma «non è nel nostro programma», e sui cosiddetti poteri forti: «E' molto bello che vi siano le crociate contro i privilegi delle caste», ricordando però che «siamo ben lontani da realizzare quello che andrebbe fatto, ma qualcosa è stato fatto anche se il numero delle auto blu resta sconfinato». E Monti ha l'impressione che la «domanda di sangue politica» da parte dei cittadini sia lievitata. «Quello che abbiamo fatto sul tema sembra passato come gocce d'acqua su un impermeabile». Non una critica, solo una considerazione sulle rendite di cui continua a godere la politica, e una promessa ai contribuenti onesti: «Abbiamo l'obiettivo di far affluire ai contribuenti onesti, in forma di minore aggravio fiscale, il gettito della lotta accresciuta contro l'evasione. Questo insieme a provvedimenti per rendere più semplice la vita fiscale dei cittadini». Intanto oggi usciranno on-line le dichiarazioni patrimoniali dei membri del governo. E ha voluto sgombrare il campo dai sospetti di un governo condizionato dai salotti buoni della finanza: «Siamo stati qualificati come vicini ai poteri forti, e mi fa piacere dire qui – ha scandito – che abbiamo ritenuto fosse opportuno che non ci fossero più molte presenze simultanee in consigli di amministrazione in concorrenza, soprattutto in banche e assicurazioni». Una riflessione anche sul «no» alle Olimpiadi 2020: «Sarebbe stato poco responsabile assumere in questo momento dell'Italia un impegno del genere, anche se era un bellissimo progetto». Infine l'Europa. Dopo aver ribadito l'impegno italiano sull'applicazione della tobin tax (tassa sulle transazioni finanziarie) a livello continentale ha spiegato che l'Italia ha firmato la lettera alla Ue che prevede otto punti per il rilancio di crescita e occupazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA