Monossido killer, è viva per miracolo
di Roberto Lodigiani wVOGHERA Solo la prontezza di spirito del fidanzato l'ha salvata dal monossido-killer che ha ucciso la coppia di amici. Monia Matti, infermiera 36enne originaria di Romagnese, è viva per miracolo. Ora si trova nella camera iperbarica dell'ospedale della Maddalena, in Sardegna, ma è fuori pericolo. Se la caverà anche Paolo Emilio Cremonesi, 38enne agente della Polfer di Milano. Non ce l'hanno fatta, invece, Enrico Gustavo Vasa, 38 anni e Francesca Sanna, di 34. La tragedia, causata con ogni probabilità dalle esalazioni di una caldaia difettosa, è avvenuta nella notte fra venerdì e ieri ad Aggius, in Gallura, dove Monia - che lavora alla Fondazione Don Gnocchi di Milano dopo l'esperienza nell'istituto di cura di Salice Terme - e il fidanzato erano ospiti della casa dei nonni dell'amica sarda. I quattro erano partiti la sera prima in aereo da Milano per assistere al Carnevale di Tempio Pausania, uno dei più famosi e spettacolari dell'isola. Giunti a destinazione, avevano partecipato ad una festa in maschera rientrando nell'abitazione di via Monte del Bo dopo le tre. Ieri mattina, poco prima delle nove - secondo la ricostruzione dei carabinieri - Cremonesi si è svegliato e malgrado il torpore causato dal gas che già impregnava la stanza, ha trovato la forza di alzarsi, di sfondare la finestra con un pugno per far entrare aria fresca e quindi di trascinare la fidanzata sul terrazzino, all'aperto. Qui si è messo ad urlare per attirare l'attenzione di vicini e passanti. A quel punto si è messa in moto la macchina dei soccorsi. Allertati i carabinieri e il 118. Per Francesca Sanna ed Enrico Vasa, purtroppo, non c'era più nulla da fare. Al personale medico giunto sul posto, non è rimasto altro che constatarne il decesso; Monia e Paolo, invece, sono stati soccorsi e trasferiti d'urgenza all'ospedale di Tempio Pausania. Qui, dopo le prime cure, è stato disposto il loro ulteriore trasferimento alla clinica della Maddalena, il centro medico più vicino dotato di camera iperbarica. Non sono, comunque, in pericolo di vita. Illesi i nonni di Francesca Sanna, una delle vittime, che abitano al pianterreno della casa di via Monte del Bo. Sul luogo della tragedia, oltre ai carabinieri, sono intervenuti anche i vigili del fuoco, per gli opportuni accertamenti. I pompieri hanno controllato una stufetta utilizzata durante la notte per riscaldare la casa, e quindi la cucina. In un primo momento, sembrava che proprio la fuoriuscita di gas dal tubo che collega la bombola ai fornelli avesse provocato la tragedia, ma successivamente i sospetti si sono appuntati sulla caldaia situata in cantina: il monossido si sarebbe sprigionato dalla canna fumaria, saturando gli ambienti, un abbraccio mortale che non ha lasciato scampo alla coppia sarda, risparmiando per miracolo l'infermiera di Romagnese e il fidanzato. Paolo Cremonesi si è anche procurato ferite e tagli alle braccia e al volto nel tentativo disperato di aprire porte e finestre della stanza trasformata in trappola. Per Monia e Paolo era il primo viaggio in Sardegna. Avevano accettato con curiosità ed entusiasmo l'invito dei due amici originari dell'isola e conosciuti a Milano. Non potevano certo immaginare che la morte era in agguato. ©RIPRODUZIONE RISERVATA