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di Paolo Carletti wROMA Il Fisco mette gli sci ai piedi per snidare gli evasori. Succede anche questo nella nuova stagione di controlli a sorpresa in località prestigiose, inaugurata dall'Agenzia delle Entrate. E dopo Cortina, ieri è toccata alla valdostana Courmayeur, in piena stagione turistica. Gli ispettori del Fisco sono arrivati in forze nella tarda mattinata, iniziando a spulciare i conti di numerosi esercizi commerciali della località sciistica, in alberghi, ristoranti e bar sulle piste da sci. Una operazione studiata bene, niente è stato lasciato al caso, neanche la verifica su quelle baite più in alto, sulle piste da sci. E così un gruppo di ispettori selezionato precedentemente ha inforcato sci e attrezzatura, presentandosi alle casse delle baite per i controlli sugli scontrini, tra la sorpresa degli esercenti e di quegli avventori che si sono accorti di quanto stava accadendo. Una settantina in tutto gli ispettori dell'Agenzia delle Entrate, che, in una cittadina molto affollata, si sono confusi tra la gente come normali turisti, per poi fare visita ad alcune decine di alberghi e negozi. Commenti abbastanza tranquilli da parte dei turisti e degli habitué della località invernale. Anche il sindaco Fabrizia Derriard, rispetto a quanto accaduto in analoghe situazioni in altri posti, si dice molto tranquilla: «Non mi sembra che stia succedendo niente di clamoroso, i controlli che ci aspettavamo si stanno svolgendo con professionalità e senza alcuna spettacolarizzazione». Il primo cittadino, che stava passeggiando nella via centrale del paese, ha aggiunto: «Sto passeggiando per rendermi conto di cosa sta succedendo, ma non mi sembra che ci sia nulla di clamoroso». A «smentire» il sindaco ci pensa Daniela Santanché, grande frequentatrice delle località più rinomate, di terra, e di mare, che pur ammettendo di non avere visto niente perché stava sciando, accusa: «La lotta all'evasione è sacrosanta ma questa spettacolarizzazione è un modo di fare che non ci piace» Tra i titolari degli alberghi c'è tuttavia molta serenità, malgrado il super-lavoro del sabato. Il gestore di un caffè del centro, alle prese con il controllo, è imbarazzato ma non tradisce alcun timore: «Sono dei semplici controlli ed è corretto che vengano fatti – dice – e comunque è tutto a posto, anche perché dopo quello che è successo a Cortina, la gente ha così tanta paura che pretende lo scontrino». E proprio da Cortina è iniziata la striscia di controlli che tanto clamore (e proteste) ha provocato, perché è andata a toccare alcune delle zone più esclusive del Paese. Il 30 dicembre sulla «perla delle Dolomiti» presa d'assalto dai turisti vip, furono riscontrate numerose irregolarità, e non solo nell'elevato numero di scontrini emesso rispetto ai giorni precedenti (e anche rispetto all'anno prima), ma furono incrociati anche i dati di proprietari di supercar, poi rivelatisi contribuenti molto poveri del Fisco. E prima di tornare in montagna, gli ispettori hanno effettuato identiche operazioni a Roma il 14 gennaio, dove furono battute le strade dello shopping di quattro quadranti della capitale tra i quali quello delle vie del centro. Poi è toccato ai locali della movida milanese, Navigli compresi, ad essere passati al setaccio da finanzieri in borghese. E a San Valentino, in concomitanza con la prima serata del Festival di San Remo, il Fisco ha controllato molti dei locali in zona Ariston. Il giorno dopo è toccato alle vie dello shopping di Napoli dove sono state riscontrate irregolarità da record: 386 esercizi commerciali passati al setaccio, l'82% è risultato che non emetteva scontrini. L'Agenzia delle Entrate ha comunicato che domani renderà pubblici i risultati dei controlli valdostani. ©RIPRODUZIONE RISERVATA