Imu, la fuga dalle seconde case

BAGNARIA Con la riforma del federalismo fiscale, è stata introdotta l'Imu (Imposta Municipale Unica), che sostituisce sia l'Irpef sui redditi fondiari delle seconde case, sia l'Ici. Con l'Imu si è andato a colpire particolarmente il patrimonio delle seconde case. Per i comuni della Valle Staffora l'introduzione dell'Imu da parte del governo Monti potrebbe essere vista come una piccola boccata d'ossigeno. Ma in realtà non è così. Infatti da una parte il 50% dell'Imu andrà allo Stato e dall'altra si andrà a penalizzare il turismo delle seconde case. «Amministrare un piccolo comune di montagna non è mai stato facile ma oggi con i continui tagli e la crisi economica che ha colpito tutti diventa davvero difficile – spiega il sindaco di Bagnaria. Gianluigi Bedini – L'introduzione dell'Imu ci consentirà di avere un'entrata del 50%. La restante parte andrà direttamente allo Stato. Comunque per riuscire ad avere un maggiore introito i comuni potrebbero fissare le aliquote Imu aumentando l'aliquota ordinaria in quanto l' eccedenza rimane al comune. Se da una parte questa nuova entrata ci consente di far fronte in qualche modo ai continui tagli, dall'altra l'Imu ha bloccato il mercato immobiliare delle seconde case, che nelle nostre zone rappresenta un importante fattore economico. La situazione rimane comunque complessa e in previsione ci dovrebbero essere nuovi tagli per i Municipi. Si parla di una riduzione dei trasferimenti che dovrebbe essere inclusa tra il 17% e il 27%. Purtroppo i comuni di questo passo saranno costretti ad aumentare le tasse a livello locale e si rischia di andare a colpire i servizi che vedono la compartecipazione con quote dei cittadini stessi». «Questa tassa non è di facile applicazione perché risulta complesso fare simulazioni in quanto sono cambiate le detrazioni per le prime case e queste sono assoggettate al numero di componenti del nucleo familiare – dice Bruno Tagliani, sindaco del Brallo e presidente della Comunità montana – I Comuni hanno la necessità di garantirsi un gettito pari almeno a quello dell'ultimo bilancio e saranno costretti a trasferire un quota considerevole degli introiti sulle seconde case allo Stato. Ci sarà quindi un incremento notevole sulla tassazione della seconda casa con evidenti ricadute negative sul mercato immobiliare di tutto il territorio. Poi non va dimenticato che la rivalutazione degli estimi catastali del 60% produce già da sola un aumento notevole. L'Imu che nasce come imposta municipale e che nella sua genesi originaria doveva servire per trattenere sul territorio risorse che versano i residenti di fatto è diventata un mezzo per lo Stato per fare cassa, con le riscossioni comunali» «L'Imu è una tassa che di municipale ha solo il nome, ma che finirà per larga parte allo Stato – dice Pierachille Lanfranchi, sindaco di Fortunago – Ai sindaci viene chiesto di mettere la faccia su un provvedimento che non aumenta la loro autonomia e neppure le risorse a loro disposizione. E' un provvedimento che serve allo Stato per fare cassa». Mattia Tanzi